Ispettore udinese “convocato” dalla nazionale

Saranno dieci i poliziotti italiani al seguito della nazionale di calcio impegnata nei campionati europei in Francia, e tra loro anche un ispettore capo della Questura di Udine. Massimo Goi, 50 anni friulano, in realtà è uno degli unici due uomini scelti tra tutte le questure d’Italia, perché gli altri otto elementi lavorano direttamente per il Ministero.
Goi presta servizio in polizia da 30 anni, dal 1996 fa parte della Digos della Questura di Udine e dal 2003 è responsabile della “Squadra tifoserie”, l’unità che cura l’”intelligence” all’interno del mondo eterogeneo e vario del tifo. Un incarico, questo, che premia l’ottimo lavoro svolto in questi anni.
Per Massimo Goi non si tratta del primo impegno al seguito della nazionale azzurra, o meglio dei supporters italiani all’estero: può vantare addirittura un titolo mondiale, quello del 2006 in Germania, ma è stato inviato anche agli Europei di Svizzera e Austria nel 2008 e di Polonia Ucraina nel 2012, e come osservatore in occasione di singoli match in Serbia, Montenegro, Grecia e Inghilterra.
La missione francese di Goi è stata accolta con molta soddisfazione in Questura a Udine, e ovviamente anche da lui stesso. «Non mi aspettavo questa chiamata – racconta l’ispettore capo –; erano già passati quattro anni dall’ultimo incarico, inoltre il fenomeno-ultras in Italia è calato negli ultimi tempi. E poi credo sia giusto che anche colleghi di altre questure facciano queste esperienze. Ovviamente sono molto contento, anche perché sono considerato un talismano».
Il titolo mondiale del 2006, in effetti, parla da solo. «Posso dire di aver vissuto due finali, una in Germania e l’altra a Kiev, una è stata vinta, e l’avevo anche pronosticata – aggiunge Goi –. Stavolta ho promesso che non farò ritorno a Udine fino all’11 luglio...», il giorno dopo la finale.
«Non scorderò mai quel 9 luglio 2006 – continua –: “Il cielo è blu sopra Berlino”, ricordo quella sensazione come fosse oggi. Ero in curva con gli ultras italiani, ma i gol non li ho visti: eravamo impegnati in un intervento perché alcuni tifosi padovani avevano pensato bene di fare il saluto romano in metropolitana. Così, le reti le ho riviste alla televisione, ma i rigori li ho vissuti dal vivo. Ricordo molto bene anche un’altra partita, quella del 5 luglio 2006, quell’Italia - Germania che di fatto ci ha regalato il Mondiale, con l’ex Udinese Iaquinta in campo».
Sarà un impegno stimolante, quello che inizierà il 6 giugno. Permetterà a Goi e ai suoi colleghi di entrare in contatto con vecchie conoscenze e con nuove persone. «Ci sarà qualcuno che già ho incontrato in passato – dice l’ispettore capo –, e sicuramente anche qualche ultras friulano. La maggior parte dei tifosi che segue l’Italia proviene dal Nordest e dal Sud, zona che sta crescendo negli ultimi tempi come seguito azzurro. In occasione delle gare più vicine al confine italiano questa volta ci saranno anche sostenitori che si recheranno allo stadio pur non facendo parte del mondo ultras Italia soprattutto dal Piemonte».
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