Interporto a Pascolo: un uomo, sei poltrone

PORDENONE. Un film che non cambia mai, non a Pordenone. Quello delle partecipate è un film che ha sempre gli stessi attori e la stessa trama e così anche le nomine avvenute ieri all’Interporto non fanno eccezione.
Interporto. L’assemblea dei soci ha ridotto il numero dei consiglieri di Interporto, non la spesa del consiglio di amministrazione che continua a costare 85 mila euro. La ragione? Al posto di due consiglieri viene sdoppiata la governance: si passa da un presidente che accorpava tutte le deleghe a uno sdoppiamento tra le deleghe operative tra un presidente e un amministratore delegato. Poltrone nuove che ovviamente andranno sempre ai soliti noti perché le categorie economiche ancora una volta scelgono l’usato sicuro, riuscendo a battere in questo perfino la politica.
Il nuovo consiglio. Camera di commercio, infatti, è il socio di maggior peso con il 78,9 per cento delle azioni e dal momento che il consiglio di amministrazione è stato ridotto da sette a cinque componenti, ha indicato quattro nomi su cinque. Si tratta di Silvano Pascolo, già cinque incarichi all’attivo, Giuseppe Bortolussi, presidente di Interporto per due mandati e ex imprenditore nel settore della carne che ha perso l’azienda a seguito della crisi, Emanuela Fattorel, segretario generale dell’ente camerale e persona che gode della massima fiducia del presidente Pavan, Ezio Castelletti, presidente della Sezione Autotrasporto di Confindustria Friuli Venezia Giulia.
Il Comune di Pordenone poteva indicare un consigliere e il neosindaco Alessandro Ciriani ha scelto di confermare la decisione assunta tre anni fa da presidente della Provincia. Ha infatti indicato Mario Della Toffola, sindaco di Polcenigo oltre che amico di lungo corso ed ex compagno di partito.
Accanto al consiglio di amministrazione c’è il collegio dei revisori dei conti. I professionisti scelti sono stati Andrea Martini, Sandra Pitton e Giuseppe Gregoris (quest’ultimo indicato dal Comune di Pordenone) e i supplenti Roberto Stellin e Nadia Siega.
Continuopoli. Perché sdoppiare la governance e lasciarla in mano sempre agli stessi? Al comune cittadino verrebbe da dire che la scelta sia dettata dalla volontà di assicurare poltrone e indennità a persone gradite a chi le nomina, ma il presidente della Camera Giovanni Pavan, non ha alcun problema a spiegare con convinzione le ragioni della decisione assunta da Camera.
«Interporto ha davanti un passaggio importante e delicato: deve completare le infrastrutture, non a caso l’assemblea dei soci ha chiesto l’ultimazione dello scalo ferroviario in tempi rapidi, e deve ricercare un partner privato. Siamo convinti che per fare tutto questo un amministratore delegato non basti per cui abbiamo scelto una persona, come Pascolo, che è stato già presidente di Interporto» circa dieci anni fa.
Proviamo ad obiettare che è dura dare una mano a Bortolussi se si hanno già altri cinque incarichi (Pascolo infatti è presidente di Confartigianato, presidente di Concentro, siede nel consiglio di amministrazione della Camera di commercio, in quello della Fiera e, sempre come emanazione di Camera, in quello della Fondazione di Pordenonelegge).
Pavan tuttavia non si scoraggia: «Silvano è uno che può lavorare anche di notte se serve» è la battuta. Che per altro potrebbe trasformarsi in necessità visto che il tempo stringe ed è importante che il progetto trovi compimento prima dell’accorpamento delle Camere di commercio. Quanto all’ipotesi di far affiancare Bortolussi da una nuova leva, magari da individuare tra i tanti giovani imprenditori della provincia, pare che nessuno l’abbia presa in considerazione.
Indennità. Nel bilancio 2014 i compensi agli amministratori (ndr i consiglieri percepivano 2500 euro l’anno lordi) ammontavano a 73.642 euro a cui si aggiungevano 31.481 euro del collegio sindacale, per un totale di 105 mila euro circa.
I soci hanno deliberato che per l’intero cda – non c’entra il collegio – l’ammontare delle cariche sarà di 85 mila euro «come nel 2015» dice Pavan. La ripartizione andrà decisa dal consiglio di amministrazione dell’Interporto e la proposta che sarà all’esame dei consiglieri prevede una retribuzione di circa 57 mila euro annui per l’amministratore delegato (10 mila in più dall’ultimo compenso da presidente) e di 26 mila euro per il presidente.
Il bilancio 2015 si è chiuso con un una perdita d’esercizio di 38.479 euro, che si è manifestata dopo il pagamento delle tasse. I soci e Camera in particolare – che è soggetta a pesanti restrizioni dalla normativa nazionale – hanno chiesto agli amministratori di arrivare nell’esercizio in corso «quanto meno al pareggio» aggiunge Pavan.
La sfida. Il progetto di Interperto, quello a cui ha lavorato con ostinazione Bortolussi in questi anni, è quanto mai centrale per il rilancio del manifatturiero in provincia e punta sul trasformare il Centro ingrosso nel retroporto di Trieste. Da qui l’urgenza di lavorare sulla costruzione di nuove alleanze e ricercare partner in uno scenario che deve essere quanto mai internazionale. Una sfida che Pordenone non può permettersi di perdere.
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