Agrusti il grande tessitore: la fucina di Unindustria

Incarichi a manager emanazione dell’associazione dall’economia al teatro Intato lui reinterpreta il territorio orfano della Provincia: «Una volta c’era il G7...»

PORDENONE. Ufficialmente non compare mai nelle decisioni della politica, non percepisce indennità per gli incarichi pubblici mostrando che le poltrone non gli servono, ma ha una visione del territorio che va ben oltre il ruolo di imprenditore che gli consente di incidere sul comando del territorio più di tutti i suoi “colleghi”.

Michelangelo Agrusti, presidente di Unindustria, è il grande tessitore, dai tempi del “G Sette” a villa Ottoboni – quando la politica pordenonese era fatta dagli esponenti politici di spicco, dal presidente (da qui il nome) della Banca popolare di Pordenone, dai manager Zanussi-Electrolux – a oggi, sopravvivendo al tramonto di tutte le “Repubbliche”.

Questo spiega perché il sindaco Ciriani tenga conto in modo particolare del suo parere – lo si vede dalle nomine del teatro Verdi alla ventilata rinuncia all’amministratore unico in fiera – e perché il vicepresidente della Regione Bolzonello si infuri nel vedere l’investitura del primo cittadino, a rappresentante del territorio, proprio da parte delle categorie economiche.

Agrusti, che se oggi dovesse ricreare il G 7 sarebbe in difficoltà – pungolato dai giornalisti Antonio Bacci e Gigi Di Meo su Tpn non è andato oltre tre nomi (Ciriani, Bolzonello e il parlamentare Lodovico Sonego) –, guarda comunque al futuro più che al passato. Anche ora che la Provincia non c’è più, anche ora che le Camere di commercio sono destinate a sparire. «Chi pensa che il commissariamento della Provincia sia un laboratorio – ha detto riferendosi al Pd – si riferiva a un laboratorio di Mengele» ha ironizzato a Tpn definendo le Uti «istituzioni Pokemon».

«I poteri forti non ci sono più – ha proseguito – e il problema delle classi dirigenti non interessa solo il nostro Paese. Le élite democratiche rischiano di essere spazzate via come ai tempi di Mussolini. Io spero che anche in questo Paese ci siano due grandi partiti che, come in Francia e come in Austria, di fronte agli estremismi riescano a mettere da parte l’interesse particolare per il bene comune».

Scendendo sul pianeta Pordenone «Questa è l’unica Provincia che ha chance di crescere perché è strategica nei rapporti verso ovest». Ma se con la fine delle Province Trieste e Udine diventeranno città metropolitane «anche Pordenone dovrà parlare con Cordenons, Porcia e gli altri Comuni per fare la sua città metropolitana». Intanto se Agrusti fosse stato sindaco di Pordenone «avrei nominato un assessore di Cordenons e uno di Porcia per lavorare alla costruzione della città dei 100 mila». Bolzonello potrà essere candidato presidente della Regione? Agrusti lo sosterrebbe «ma è chiaro che se Serracchiani deciderà di rimanere in Friuli Venezia Giulia sarà lei la candidata».

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