Indagine contro il traffico di droga, chiusa pizzeria

La polizia ha apposto i sigilli a "Piacere pizza" in via Tessitura. Ci sono arresti 

PORDENONE. Due arresti e sigilli al locale:è il risultato del blitz notturno a sorpresa della polizia da “Piacere pizza” in via Tessitura a Pordenone. In carcere sono finiti il titolare della pizzeria, Matteo Giacomin, 35 anni, incensurato, e il suo amico di nazionalità albanese Argen Krasniqi. Sono indagati per l’ipotesi di reato di detenzione di droga ai fini di spaccio.


La squadra volante, transitando a notte fonda in via Tessitura, si è insospettita quando ha notato un via vai di gente insolito all’interno del locale, ormai chiuso da ore. Così si è fermata a controllare. I sospetti si sono acuiti dopo che le persone all’interno non hanno aperto subito la porta. Quando gli agenti sono entrati infine nel locale, hanno rinvenuto sul tavolo della cucina dove si erano raccolti i quattro amici tracce di cocaina, così come su un coltello, usato per tagliare la sostanza.


In quel momento Giacomin non si trovava nel ristorante: era uscito per incontrare un amico in città. Al ritorno ha trovato quattro pattuglie della polizia davanti al suo locale. È stato perquisito anche l’appartamento al piano di sopra dove l’esercente abita con la fidanzata e ospita a volte degli amici, ma non è stato trovato nulla. La polizia, con il placet del pm Federico Facchin, ha posto sotto sequestro d’urgenza il locale, per effettuare gli accertamenti.


L’avvocato Alessandro Da Re, che con il collega di studio Remo Anzovino ha assunto la difesa di fiducia di Giacomin, ha ridimensionato il caso: «La vicenda va inquadrata nell’ambito del mero consumo personale, peraltro occasionale. Il nostro assistito, che non ha mai avuto un problema con la giustizia, ha vissuto ultimamente un periodo di forte stress sul lavoro a causa del cantiere in via Cappuccini, che ha avuto ripercussioni sul giro di clientela nel locale e così ha cominciato ad assumere sostanze per rilassarsi. Non è affatto coinvolto in attività di spaccio, quella notte si sono ritrovati fra amici dopo la chiusura e ciascuno ha portato la droga per sé».


La difesa depositerà istanza di dissequestro della pizzeria. Si attende la fissazione dell’udienza di convalida.

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