Inaugurata a Sarnano la scuola costruita dai friulani. L’elogio di Gentiloni: “Siete un esempio”

Il presidente del Consiglio: “Grazie alla regione Friuli Venezia Giulia, terra abituata a soffrire, a rimboccarsi le maniche a dare solidarietà.”

SARNANO. Solidarietà. Che vuol dire normalità, almeno in Friuli. A Sarnano, comune delle Marche con le sue 59 frazioni all’ombra dei Monti Sibillini, maltrattato da una serie infinita di scosse di terremoto nell’ultimo anno, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni l’equazione friulana l’ha toccata per mano.

Un altro miracolo friulano nelle zone colpite dal terremoto: una scuola costruita in 114 giorni


Lì, centro metri sotto il centro storico, che vive di turismo, da oggi, venerdì 15 settembre, è aperta una scuola per l’infanzia realizzata in 116 giorni dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Da oggi più di 90 bimbi hanno la loro polizza per il futuro su queste montagne. Lì, secondo il premier, accompagnato nella visita lampo prima di presiedere il Consiglio dei ministri a Roma dal ministro dell’istruzione Valeria Fedeli e dal nuovo commissario alla ricostruzione, Paola De Micheli, da quel «piccolo miracolo di solidarietà e di efficienza», deve avere slancio l’Italia del futuro. Sì, da una scuola.

La solidarietà friulana e quella concretezza che ci rende speciali - Il commento di Paolo Mosanghini

Gentiloni, accompagnato dalla presidente della Regione, Debora Serracchiani (c’era anche il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato) e dal collega delle Marche, Luca Ceriscioli, ha visitato la scuola. Cinque minuti, sufficienti. Per restare a bocca aperta e riempire di complimenti i friulani. Poi in auditorium, dopo che la gente aveva tributato oltre un minuto di applausi alla presidente Serracchiani, che aveva ricordato il quarantennale patto della sua gente con la solidarietà, proprio partendo dall’impresa “made in Friuli” ha aperto uno scenario possibile per l’Italia. Meglio, doveroso.



Il grazie del Governo
«La restituzione della solidarietà è bene prezioso e penso che Sarnano lo meriti - Ha detto -. Il lavoro fatto dai friulani è straordinario, sono rinati dopo la loro tragedia di 40 anni fa e da allora hanno dispensato solidarietà al Paese. La ricostruzione di questa scuola è un esempio di Italia che funziona e che traduce le sue particolarità in straordinaria forza». Particolarità, campanili. Tanti, variegati. «In Italia siamo affezionatissimi ai campanili, sono convinto che quando i campanili si abbracciano e lavorano per costruire, la solidarietà è straordinaria».
Paese unito e che deve guardare al futuro. La scuola di Sarnano deve essere un esempio. «Questa scuola ci racconta tante cose – ha continuato il premier, la cui famiglia è originaria della non lontana Tolentino -: la prima è che negli uffici pubblici e nelle scuole in particolare, si può e si deve costruire in sicurezza. L’Italia è uno dei paesi più avanzati al mondo per qualità di materiali e tecnologie. Non abbiamo nulla da imparare da altri Paesi, dobbiamo applicare le nostre tecnologie nel territorio, non solo fantastici prodotti da esportazione».

Sguardo al futuro
Poi l’ultimo tassello: con un occhio all’economia e al futuro. «La scuola di Sarnano passa da una spesa energetica di 6 mila euro l’anno a una di zero, i bimbi cresceranno in un edificio modello per efficienza energetica e saranno i più accesi sostenitori di un modello di vita sostenibile. La questione ambientale, infatti, non riguarda solo l’Artico o gli accordi di Parigi, ma è più vicina a noi di quanto si pensi». Chiusura con sprone alle nostre aziende e al sistema paese. «Non siamo su un altro pianeta, non abbiamo importato tecnologie dalla Corea del sud, ma semmai avviene il contrario. L’Italia non ha niente da imparare da altri Paesi, ma dovrebbe rivendicare invece con orgoglio le proprie capacità».

Applausi, anche se, girando per le strade avevamo notato la gente un po’ “freddina” nei confronti di Roma. Il problema è sempre quello: il “modello Friuli” fatica ad attecchire fuori dal Friuli. Delega ai sindaci con una regione che coordina? A parole tutto si fa, ma la gente vuole risultati concreti. I problemi da risolvere sono ancora tanti, come ha confermato il presidente della Marche, immancabile “Car” da giovane alla caserma Spaccamela di Udine.

I numeri della ricostruzione
«Per la ricostruzione tra investimenti e altro ci sono a disposizione 15 miliardi di euro, ce la faremo e ricostruiremo una terra che ha molte cose in comune con il Friuli», ci ha detto Ceriscioli, approfittando anche del giornale per ringraziare la nostra gente. Già i friulani. Dai sindaci o rappresentanti dei Comuni di Gorizia, Tolmezzo, Remanzacco, Cavazzo, Treppo Grande, Buttrio, ai volontari della Protezione civile, alle ditte che hanno lavorato alla scuola, ai calciatori del carnico e ai ciclisti che hanno sudato per la solidarietà: tutti a Sarnano sono dei mezzi eroi. Di qui il lungo applauso.

Missione nel dna del Friuli
«Questa scuola è un pezzo di Friuli nelle Marche», ha detto la presidente Serracchiani, ringraziando una per una tutte le componenti del “sistema Friuli” che hanno reso possibile l’impresa. Il “mantra” della ricostruzione era il «dov’era e com’era». «Ma la nostra tragedia ci ha lasciato un compito: restituire quanto ricevuto negli anni. Per questo dopo il 1976 in tutta Italia siamo i primi ad arrivare dove c’è bisogno di aiuto, e gli ultimi ad andar via». Già, i primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via. Per questo quassù a Nord-Est solidarietà è normalità.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto