Un altro miracolo friulano nelle zone colpite dal terremoto: una scuola costruita in 114 giorni
L’asilo è costato 1,5 milioni (risparmiando 300 mila euro) da Ati, Balsamini, Pantarolo e Rhoss

UDINE. Un’opera pubblica costruita in soli 114 giorni (5 mesi se si considera anche la progettazione) a un costo di un milione e mezzo di euro, con un risparmio di 300 mila euro rispetto alla base d’asta, senza rinunciare alla qualità.
Un miracolo tutto friulano quello della scuola per l’infanzia Benedetto Costa che la Protezione civile del Fvg e la Regione hanno voluto regalare al Comune terremotato di Sarnano.
Al lavoro in questi mesi l’Ati costituita dalle imprese Riccesi holding di Trieste e Balsamini impianti di Sacile, con il coinvolgimento di altre imprese friulane come Pontarolo e Rhoss.
Il 20 aprile scorso la demolizione dell’edificio preesistente, l’8 maggio la posa della prima pietra e il 30 agosto la conclusione dei lavori del primo edificio pubblico in cemento armato in Italia a consumi energetici zero e con il massimo grado di sicurezza antisismica. Project manager del gruppo di lavoro l’architetto pordenonese Ermanno Dell’Agnolo dello studio Set.
La scuola, che si divide in due livelli di piano terra, dato che la parte a monte è più alta di quella a valle, ha una superficie di mille 150 metri quadri e un’area di giardino altrettanto grande.
Il piano superiore della scuola, che costituisce il livello d’ingresso, è destinato a ospitare i bimbi più piccoli (con età inferiore ai tre anni), mentre il piano inferiore è destinato ai bimbi medi o grandi.
La scuola ha anche una palestra (psicomotricità), un’area” nanna” per trenta bimbi, oltre i vani mensa, cucina, spogliatoi, servizi igienici, lavanderia, depositi e servizi tecnici. L’acqua piovana viene raccolta per i bagni e l’irrigazione.
Oltre ai pannelli fotovoltaici ci sono delle pompe geotermiche e da qui il consumo energetico zero.
«Questo lavoro – spiega Dell’Agnolo – è frutto di una progettazione inclusiva, dove l’approccio filosofico è quello di razionalizzare sistemi molto complessi attraverso il coordinamento di scienze diverse. Grazie alle procedure semplificate in capo alla Protezione civile che hanno ridotto la burocrazia ma soprattutto motivati dal phatos di arrivare all’obiettivo per dare una risposta a una popolazione che ha sofferto molto siamo riusciti a garantire l’apertura della scuola nei tempi del nuovo anno scolastico. Il tutto senza rinunciare alla massima qualità e sicurezza. È una scuola – conclude – che contiene pure un messaggio ecologico: zero combustibili fossili, zero emissioni, consumi energetici pari a zero».
E tutto ciò Made in Friuli. Un esempio di come un settore come quello delle costruzioni che ha patito più di altri le conseguenze della crisi ha competenze e professionalità per realizzare l’edilizia del futuro.
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