In Friuli le imprese cercano addetti, ma il 20% è difficile da trovare

Mancano programmatori, chimici, progettisti e specialisti in informatica. Un'offerta di lavoro su cinque rischia di restare disattesa per la difficoltà di reperimento delle professionalità richieste
Udine 24 giugno 2017. Matching Day ConfArtigianato Udine. © Foto Petrussi
Udine 24 giugno 2017. Matching Day ConfArtigianato Udine. © Foto Petrussi

UDINE. Oltre 20 mila 250 assunzioni entro settembre in Friuli Venezia Giulia. Di queste solo il 16% con un contratto a tempo indeterminato; il 6% in apprendistato; il 49% a tempo determinato, e il restante con altre forme di lavoro dipendente o di collaborazione.

A dirlo è Excelsior, il sistema informativo di Unioncamere nazionale, che ha raccolto le previsioni di assunzione delle imprese private dell’industria e dei servizi nel terzo trimestre dell’anno, focalizzato sulle previsioni di assunzione. Una domanda che si fa dinamica, quindi, a fronte di una non sempre facile individuazione dei profili di cui le aziende hanno necessità.



Excelsior stima infatti che una offerta di lavoro su 5 rischia di restare disattesa per la difficoltà di reperimento delle professionalità richieste.


Restando sui “numeri”, le 20.250 assunzioni previste in regione, rappresentano circa il 10% della domanda a nordest il 2% di quella nazionale. Sono 969 mila 190 infatti i contratti stimati in attivazione entro settembre in tutto il Paese, con una predominanza del Nordovest che ne richiede 290 mila 480; segue il Sud e le isole con 249 mila 90, quindi il Nordest con 231 mila 60 e il Centro con 198 mila 570.

Formazione e lavoro, il piano della Regione


Secondo Excelsior, dunque, è il meridione l’area in cui appare più dinamico il mercato del lavoro nel terzo trimestre dell’anno.

Per quel che attiene alle figure professionali richieste, quelle più difficili da reperire sono: analista programmatore, operatore commerciale per l’Italia, addetto alla logistica di magazzino, specialista della gestione e del controllo. Questi i principali profili che secondo le aziende si farà più fatica a trovare sul mercato.

In tutto sono circa 200 mila le posizioni di lavoro considerate problematiche da coprire con candidati idonei, ovvero il 20,6% delle 969 mila entrate previste dalle aziende nel periodo considerato.

Più complicato, nonostante l’elevato tasso di disoccupazione, appare trovare il profilo giusto tra i giovani (23% la difficoltà di reperimento) ai quali si indirizza il 35% degli ingressi programmati (339 mila in tutto). Sono soprattutto le imprese dell’Ict e delle industrie metalmeccaniche ed elettroniche (37% in entrambi i casi) che segnalano maggiori criticità nel reperire personale adeguato.



E all’interno delle diverse aree aziendali, quella tecnica e di progettazione sarà destinata a incontrare più di altre ostacoli nella ricerca.


Molte imprese dichiarano di ricercare personale giovane, under 30, che - sempre secondo Excelsior - riguardano oltre un’entrata su tre. E di queste, il 23% viene classificato come difficile da reperire sul mercato. A dare più opportunità di lavoro ai giovani è soprattutto il settore del turismo che potrebbe destinare loro fino a 8 entrate programmate su 10; seguito dal commercio e dai servizi alle persone.

«Ma le difficoltà di reperimento dei candidati ricercati - spiegano da Excelsior - rischia di compromettere i programmi di assunzione delle imprese. Specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, ma anche formatori, progettisti e ingegneri, sono le prime professioni più difficili da trovare tra gli under 30 secondo le previsioni fornite dalle aziende.



Un ulteriore 38% di ingressi è stato stimato da aziende che si occupano di produzione. Qui i profili più ricercati sono quello del tornitore di metalli e addetto alle macchine utensili. Nei comparti tecnici e di progettazione si fa più fatica a trovare i responsabili di progetto del settore chimico, i riparatori di ascensori, gli elettrotecnici.


L’analista programmatore è al top delle difficoltà di reperimento per le aree direzionali e dei servizi generali.


Quasi una ricerca di personale su due rischia di andare in fumo per gli operatori commerciali e i rappresentanti dedicati all’area vendita, e per gli specialisti della gestione del controllo da inserire nel comparto amministrativo.


Sono rari, infine, i cuochi di fast food e gli insegnanti di lingue straniere nelle altre aree aziendali.


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