Il governo pensa a una nuova stretta: verso la chiusura di negozi, bar e ristoranti nei giorni festivi e prefestivi

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al festival di Limes, Genova, 16 ottobre 2020. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al festival di Limes, Genova, 16 ottobre 2020. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI

Una nuova stretta per Natale, con l'ipotesi di un'Italia di fatto tutta in zona rossa nei festivi e prefestivi e, unica eccezione, una deroga agli spostamenti tra i piccoli comuni. Le immagini di quelli che il commissario per l'emergenza Arcuri ha definito «insopportabili assembramenti» nelle vie dello shopping, ma anche i 20mila contagi e i 500 morti al giorno e la decisione della cancelliera tedesca Angela Merkel di rompere gli indugi e varare il lockdown generale, spingono il governo a un cambio di passo che potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore, con una serie di interventi mirati ad evitare che Natale e Capodanno si trasformino nel detonatore per la terza ondata del virus.


E proprio per fare il punto della situazione si vedranno lunedì 14 dicembre i capi delegazione della maggioranza con gli esperti del Comitato tecnico scientifico e i ministri Luciana Lamorgese, Francesco Boccia ed altri. La riunione, proposta dal capo delegazione dei Cinquestelle Alfonso Bonafede, ha un duplice obiettivo: analizzare la situazione epidemiologica e i rischi sanitari e capire se vi siano preoccupazioni particolari in vista dei possibili assembramenti nelle vie dello shopping nei prossimi giorni.

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Si valuta una deroga che dia, a chi abiti in città sotto i 5000 abitanti, la possibilità di spostarsi anche fuori dal Comune entro i 30 chilometri. Una decisione non è ancora presa: una valutazione si farà domani, nel confronto con il Cts. Ma viene data per acquisita la scelta di consentire una possibilità di spostamento il 25, 26 dicembre e l'1 gennaio fuori dal territorio comunale, a chi abiti nelle cittadini più piccole. Resta il nodo dei ristoranti.

Non è escluso a questo punto che possa esserci anche un nuovo Dpcm, per intervenire sugli aspetti più problematici con norme omogenee in tutta Italia, per rendere l'intero Paese zona rossa o arancione nelle giornate più a rischio, con un irrigidimento delle disposizioni. E dunque interventi per evitare gli assembramenti nelle vie e nelle piazze dello shopping e nelle zone centrali delle grandi città - prevedendo maggiori controlli e chiusure mirate o anticipando il coprifuoco e la chiusura di bar e ristoranti - e limitare i grandi spostamenti, dunque sia quelli tra le regioni - che però si interromperanno a partire dal 21 dicembre per effetto del Dpcm già in vigore - sia quelli all'interno delle stesse.

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"Siamo in una fase che ci mette tutti a dura prova, supereremo la tempesta e ne usciremo migliori" ha detto oggi il premier Giuseppe Conte che in serata ha presieduto la riunione dei capidelegazione per mettere a punto proprio le deroghe per i piccoli comuni 'promesse' nei giorni scorsi. L'ipotesi è quella di consentire di uscire, ponendo un limite chilometrico, solo dai comuni sotto i 5mila abitanti e dovrebbe essere tradotta in una mozione di maggioranza che impegni il governo, da depositare lunedì al Senato ed essere votata mercoledì in Aula, quando è già previsto il voto sulla mozione del centro destra che punta a far saltare il blocco previsto per gli spostamenti tra tutti i comuni.

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