Il barista Fack torna a casa e manda un «vaffa» ai leoni da tastiera

UDINE. La scelta di mostrarsi con il casco dell’ossigeno dopo essere stato ricoverato in ospedale per Covid, aveva fatto discutere sui social network. Dopo esserne uscito, Gianluca Fachechi ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, lasciando spazio anche per un ringraziamento a chi gli è stato vicino in queste settimane difficili.
«Sono tornato a casa dopo 12 giorni di ospedale. La mia intervista sul Messaggero Veneto – scrive sul suo profilo Facebook – ha creato un po’di inutile scompiglio, ma siamo ancora un Paese libero e la mia salute vale molto di più delle vostre sterili polemiche. Ho già ringraziato i “manichini bianchi” del reparto Covid per l’ottimo lavoro svolto. Sotto quei camici scomodi ci sono uomini e donne che meriterebbero molto di più di un semplice elogio. Stanno combattendo un nemico sconosciuto con la costante paura di ammalarsi o far ammalare un proprio caro. Ho ricevuto messaggi e telefonate di affetto da chi non mi aspettavo e, come sempre, neanche un sms da chi reputavo presente nella mia vita».
«Il Covid – aggiunge il barista udinese – fa anche questo, cambiano le aspettative e le priorità. Ancora grazie a chi è stato presente e premuroso nei miei riguardi e della mia amatissima famiglia, un “vaffa” di cuore a tutti gli altri, ricordando loro che la roggia la vedo abbastanza alta. Basta un saltino e poi ci pensa la corrente, ma ci vuole coraggio per saltare...è più facile rimanere davanti alla tastiera», chiude Fachechi, rispondendo ai tanti “leoni da tastiera” che l’hanno attaccato negli ultimi giorni.
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