I residenti in via Bariglaria «È come un circuito di F1»

L’alta velocità rimane il principale problema dei quartieri di Godia e Beivars «Il Comune deve intervenire, anche posizionando alcuni rallentatori»
Udine 29 novembre 2013 godia Copyright Petrussi Foto TURCO
Udine 29 novembre 2013 godia Copyright Petrussi Foto TURCO

Tra Godia e Beivars il primo e principale problema da risolvere è legato alla viabilità e, in particolare, all’alta velocità con cui gli automobilisti sfrecciano lungo via Bariglaria. Commercianti e residenti della zona, infatti, non hanno dubbi e dopo la nascita del comitato spontaneo che porta il nome della strada, guidato da Anna Chiarandini di Identità Civica, rialzano la voce chiedendo a palazzo d’Aronco di intervenire urgentemente.

Una richiesta ribadita anche nel corso del recente incontro pubblico organizzato dal neodelegato di quartiere, il consigliere comunale Matteo Mansi, nella sede della terza circoscrizione. «Basta stazionare per una decina di minuti in via Bariglaria – ha spiegato Antonio che gestisce il tabacchino-edicola della zona – per accorgersi come la gente corra all’impazzata. Se ci aggiungiamo, poi, come su questa strada non esistano i marciapiedi è facile intuire come il tema della sicurezza per chi vive o lavora nel quartiere sia all’ordine del giorno. Senza dimenticare il fatto che l’autobus passa più raramente di prima e che le corse domenicali sono state cancellate creando più di un problema a chi non ha la patente e per muoversi utilizza i mezzi pubblici». Una posizione simile a quella di Paolo titolare del negozio di elettrodomestici a due passi da via Bariglaria. «Questa è una strada che per conformazione – ha spiegato – porta la gente a premere sull’acceleratore. Bisognerebbe intervenire in qualche maniera, magari anche realizzando una serie di marciapiedi che permetterebbero alle persone di sentirsi maggiormente protette».

E se Maria confessa di «aver paura di essere travolta dalle auto in corsa che non rispettano i limiti», dal panificio Zoppé puntano il dito contro «l’assenza di parcheggi della zona». Lamentele, queste, che l’animatrice del comitato spontaneo di via Bariglaria, Anna Chiarandini, promette di continuare a riproporre all’amministrazione comunale sino alla loro definitiva risoluzione. «Io non demordo e continuo a lavorare – ha spiegato – perché la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto e di qualsiasi vincolo burocratico o amministrativo. Non riesco a capire come su questa arteria, nonostante rientri nella “black list” delle strade di Udine, non si sia ancora intervenuti – anche semplicemente con il posizionamento di alcuni rallentatori di velocità – mentre sono stati portati a compimento dei miglioramenti lungo alcune vie di secondaria importanza. L’ho detto e lo ribadisco: via Bariglaria non può essere abbandonata al proprio destino se vogliamo evitare il riproporsi di tragedie come già accaduto in passato. Se uno osserva il traffico da Beivars in direzione San Gottardo sembra di essere in autostrada e non in città. Poi mancano i marciapiedi e la segnaletica stradale è pressoché inesistente».

Un altro problema, quindi, per Chiaradini è legato al mancato, o comunque insufficiente, sfalcio dell’erba ai bordi della strada. «In certi punti la situazione è fuori controllo – ha concluso – come alla fine della via, dove c’è la fermata dell’autobus numero 4. In quel punto l’erba è alta un metro e mezzo e, ovviamente, stimola il proliferare di animali come zecche, ratti e bisce con tutte le conseguenze del caso per si muove a piedi».

Mattia Pertoldi

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