I Negrita stregano il palasport con la loro anima rock autentica

La band ha chiuso trionfalmente nella città sul Noncello il tour di aprile
PALASPèORT PN, CONCERTO NEGRITA
PALASPèORT PN, CONCERTO NEGRITA

PORDENONE. Pau, Drigo, Mac e compagni (ovvero Negrita) chiudono trionfalmente a Pordenone le otto date del tour di aprile, con una carica energetica straordinaria e senza risparmiarsi. In perfetto equilibrio tra la parte istintiva e selvaggia della loro essenza e la razionalità da top seller, dato che anche l’ultimo album sforna tre singoli radiofonici: in questi casi bisogna saper fare bene i conti, mediando le esigenze del “prodotto disco” con l’anima rock autentica.

I Negrita lo sanno fare perfettamente e ne danno concreta dimostrazione nella più che congeniale – per loro – dimensione live. Sul palco, è già integrato il nuovo arrivato, il bassista Giacomo Rossetti. La batteria di Chris e le testiere di Ghando completano il tutto.

Azalea Promotion sbiglietta più di 3 mila tagliandi, pienamente soddisfatta per aver visto giusto anche stavolta negli aretini prodotti da Fabrizio Barbacci (reduci dall’esperienza italiana del musical Jesus Christ Superstar e freschi di studio d’incisione con “9”), che iniettano puro rock dall’iniziale Mondo politico sino alla conclusiva Gioia infinita.

I Negrita in concerto a Pordenone

La track list scorre via tra sonorità elettriche, momenti unplugged, piccoli interventi parlati di Pau e soprattutto le canzoni, eseguite in modo impeccabile: Poser e Baby I’m in love precedono le adrenaliniche In ogni atomo e Cambio; Se sei l’amore e 1989 predispongono ad accogliere Brucerò per te; La tua canzone e Splendido preparano al trittico di fuoco di Radio Conga, Bambole e Il libro in una mano la bomba nell’altra. È poi il momento di un po’ di respiro con Ritmo Umano e Un giorno di ordinaria magia.

Quindi Magnolia, dedicata a tutte le donne presenti al Palasport, Rotolando verso Sud, A modo mio (impossibile non saltellare a ritmo) e Ho imparato a sognare, che chiude ufficialmente il concerto. Ma il pubblico ne vuole ancora: quattro i bis, fra i quali il nuovo singolo Il gioco. Si considerano degli outsider, delle pecore nere. Forse li amiamo anche per questo.

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