I malgari di Carnia conquistano Expo

MILANO. “Follow the cheese” direbbe qualcuno che se ne intende. Infatti i più furbi si sono diretti come mosche sul miele al padiglione Kip di Expo per l’incontro con i malgari di Carnia, che avevano portato fior di caciotte e forme di formaggio di vacca e di capra. Puro latte crudo, non pastorizzato.
Cose da intenditori, e infatti degustatori e giornalisti se ne sono accorti. Assaggi andati a ruba e facce incantate ad ascoltare i fiabeschi racconti di “Il mondo dall’alto”, il raro Dvd firmato da Ulderica Da Pozzo (con il montaggio di Paolo Comuzzi, edito da Forum) che contiene le testimonianze preziose di chi il formaggio lo fa in quel di Ampezzo, Paularo, Enemonzo e dintorni. Luca Petris di Malga Losa e Daniele Reputin di La Cjarnelute Bram’s Ranch - occhi azzurrissimi il primo, basettoni da rockstar il secondo -, hanno testimoniato la passione per un mestiere antico raccogliendo selfie e strette di mano.
Mentre il clavicembalo handmade dei fratelli Leita incantava con le sue note pizzicate e i visitatori infilavano la testa nella cassa armonica per farsi raccontare i segreti della straordinaria manifattura paularina.
Le facce hanno continuato a stupirsi a sentire che in Friuli i “fasui”, altrimenti detti fagioli, si chiamano “Dal Santisim”, “Musute”, “Zebrato” e perfino “Ottobre Rosso”, come ha ampiamente relazionato Fabiano Miceli dell’Università di Udine. “Dove li posso trovare?” chiedeva una signora seduta in prima fila e intenzionata a non alzarsi fino a quando non fosse stata dotata di un’adeguata dose del legume.
Se non l’avete capito, in questi giorni a Expo la Carnia è protagonista. Questo avviene grazie all’ospitalità del Kip Building, il padiglione della omonima scuola di formazione collegata alle Nazioni Unite (Edgar Morin è il presidente del Comitato scientifico).
L’edificio è posizionato strategicamente all’ingresso dell’Esposizione, accanto al magnifico Padiglione Zero, uno dei must della Fiera internazionale. Lo striscione annuncia “Dai Sapori ai Saperi” e mostra gli abeti rossi e i faggi della Val Pesarina, mentre a fianco stanno le tessitrici del Kerala in India e i piccoli coltivatori africani.
Expo è così: pur con le sue contraddizioni, trasforma in vicini di casa esseri umani che vivono a migliaia di chilometri di distanza. Permettendo di scoprire eccezionali analogie. Come le gerle, i cesti di vimili, e i sacchi per portare il fieno in spalla, simili a tutte le latitudini.
E i cucchiai di legno: tipici della nostra manifattura, made in Carnia, sono stati “adottati” a universale simbolo Onu per combattere la fame nel mondo. A decine sono stati donati (dall’azienda Legnostile di Sauris) e piantati nel giardino delle Nazioni Unite (sempre a Expo).
Samuele Giacometti di Sostasio di Prato Carnico coordina la settimana a Expo, ha unito le sapienze glocal nel marchio SaDiLegno e nel progetto 12-to-many, che riunisce gli imprenditori carnici occupati nella trasformazione dei prodotti del bosco.
Lo stesso conta di fare con i malgari sotto lo slogan “SaDiLatte”, e a Expo è avvenuta la firma dei primi due, Petris e Reputin. Dalla stessa fucina creativa nasce anche SlowLamp, sistema di illuminazione che unisce mondo minerale, vegetale e animale perché è fatto di legno, pietra e cera.
Made in Carnia al al cento per cento, accesa al Kip Building, porta il design di Maurizio Prina, sapienze e materiali di Utilia, Schneider, Fratelli Plozzer e Giulio Agostinis.
Follow the cheese, dicevamo. Infatti poi la passerella dei malgari Luca e Daniele è proseguita fino all’Albero della Vita e al Padiglione Italia (dove in quel momento la fila per entrare era di 4 ore!) con autografi (sulle forme di formaggio, ca va sens dire) e interviste.
Hanno raccontato che per le mucche del primo da qualche giorno è avvenuta la transumanza dall’alpeggio a valle, con un cammino cominciato all’alba e finito al tramonto. Invece le capre di Daniele sono agli ultimi giorni di mungitura.
Fatiche e bellezze della vita di Carnia che i due protagonisti hanno invitato a seguire dal vivo. Con CarniaMapp, l’app gratuita regionale firmata da Ulderica Da Pozzo con Tabacco ed Euroleader, le vie del latte (e del formaggio) sono a portata di clic con navigatore incorporato. Più facile di così...
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