I Didols e l’ex regina del porno, mix virale - Il Video

Pordenone: spopola sul web il nuovo singolo della band dell’avvocato Zamattio. Nel video Lea Di Leo, celebrità dell’hard e del gossip

PORDENONE. Un mix di atmosfere scanzonate, ironia, scenari onirici e un pizzico di retrogusto malinconico, che finisce per “tradire” lo spessore intellettuale degli autori, già comprovato peraltro dal livello qualitativo della musica. Perché se la voglia di non prendersi troppo sul serio balza agli occhi e alle orecchie, altrettanto evidente è la capacità dei Didols di ideare e realizzare un prodotto che nell’etere odierno non sfigurerebbe affatto tra i brani da classifica o tra i video più richiesti di Mtv. Un po’ Elio e le Storie tese, un po’ Pitura Freska per le sonorità reggae. Ma i pordenonesi Didols sono un gruppo che fa storia a sé.

Tre amici decisi a vivere fino in fondo la proprio passione per la musica, a dispetto delle rispettive incombenze professionali. L’avvocato Federico Zamattio (voce e tastiere), Alfonso Villano (poliziotto e bassista), Christopher Anese (operaio e batterista), sono tornati in pista con il loro nuovo singolo, un brano intitolato “Lea”, che segna un ulteriore salto di qualità anche perché è impreziosito da un video che vede come protagonista una “musa ispiratrice” d’eccezione: Lea Di Leo, ex pornostar e per anni assoluta regina delle televisioni erotiche, figura che fa parte ormai a pieno titolo del mondo dello spettacolo italiano e del gossip. Una partnership che riporta alla memoria il divertente connubio, un cult negli anni ’90, tra la superstar dell’hard Rocco Siffredi e gli Elio.

«La storia della nostra collaborazione con Lea Di Leo nasce da una canzone scritta qualche anno fa – premette Zamattio –. Forti dell’esperienza al Festival Show nel 2014 e appoggiati dal produttore Antonio Frodella, titolare della Freerecording Studio di Chioggia, ci siamo detti: “Abbiamo questa canzone su Lea Di Leo, non sarebbe bello coinvolgerla personalmente?”. E così ci siamo dati da fare.

Dopo esserci imbattuti in una serie di falsi contatti, abbiamo avuto la fortuna di trovare il vero promoter di Lea, Andrea Duca, al quale abbiamo fatto ascoltare la canzone e spiegato l’idea di fondo che la ispirava, ossia un genuino affetto per il personaggio della telefonista erotica dal forte accento veneto (la Di Leo è di Castelfranco ndr). Entrambi hanno accettato con entusiasmo e ne è nato un prodotto sincero e simpatico».

«Lea oggi si è lasciata alle spalle il mondo dell’erotismo – sottolinea l’avvocato pordenonese – e tutte le controversie ad esso legate e ha intrapreso percorsi artistici nuovi: speriamo che questa esperienza possa segnare l’inizio di una bella collaborazione e che porti fortuna sia a noi che a lei. “Lea” è un reggae-pop molto leggero e solare dietro cui si nasconde però l’estrema tristezza di fondo della storia, quella di un uomo che trova l’unico conforto alla propria solitudine nell’amore a distanza con una telefonista erotica».

Il video della canzone, visionabile gratuitamente su youtube, è stato girato in parte in Valle Aurina e in parte nel Pordenonese. «Abbiamo posto l’accento sugli aspetti divertenti e ironici delle varie situazioni – spiega Zamattio –, pur non disdegnando qualche sbirciata alle curve di Lea. La canzone è scaricabile in tutti i digital store. E stiamo lavorando a un intero album di pezzi originali».

Il brano è acquistabile anche dal sito internet del gruppo, www.didols.it. Sui social network il video e il brano sono subito diventati virali. Del resto la di Leo resta un personaggio notissimo. La pornostar di Castelfranco e il libro confessione con le sue avventure erotiche con calciatori, attori, cantanti, politici - scritto ma mai pubblicato - erano stati tre anni fa al centro di polemiche e anche di un processo per presunti tentativi di estorsione ad alcuni vip del mondo dello spettacolo e dello sport. L’inchiesta era nata in seguito a un servizio de “Le Iene”. Imputati due esponenti della casa editrice.

Lea era risultata assolutamente estranea ai tentativi di estorsione, comparendo nel processo solo come testimone. «Quel mondo fa ormai parte del passato di Lea – rimarca l’attuale promoter Andrea Duca – la mia sfida è tentare di dimostrare che molte artiste del porno-erotismo sono in grado di fare anche altro e che anche se all’inizio incontrano “resistenze” da parte di personaggi del settore originario che non vogliono farsi sfuggire chi gli procurano introiti consistenti, è possibile giungere alla meta liberandosi dai legami».

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