I bagni sono vietati ma nel Natisone ci si tuffa lo stesso

Il sindaco Balloch: avviato l’iter per poter togliere il divieto La richiesta di Strazzolini: è un luogo da valorizzare



Con il primo caldo ecco i primi bagni proibiti nel Natisone, le cui acque, pur limpidissime, non sono ancora formalmente giudicate idonee alle immersioni. A inaugurare la stagione delle nuotate “illecite”, in realtà più pericolose per le rigide temperature del fiume che per questioni di purezza, è stata, nel giorno di Pasqua, una combriccola di giovani (per lo più stranieri, pare), comprensibilmente attratti dalla piscina naturale che si allarga tra il Convitto nazionale Paolo Diacono e il Belvedere di Borgo Brossana da cui parte la scalinata che consente di raggiungere il greto.

E da lì li ha immortalati il consigliere di maggioranza Mario Strazzolini, il quale non solo rileva il mancato rispetto del divieto di balneazione, ma anche rilancia un suo cavallo di battaglia: «Gli accessi al Natisone – dice – vanno curati e resi praticabili, a beneficio di cividalesi e turisti». Quello in questione non rientra nella casistica «ma tanti altri, fra il centro storico di Cividale e località Ponte San Quirino – sottolinea l’amministratore –, sono ostruiti dalla vegetazione e dunque inutilizzabili. È un gran peccato. La valorizzazione del nostro corso d’acqua, come già avevo fatto presente alla presidente dell’Associazione Parco del Natisone, Claudia Chiabai, deve necessariamente partire da un’operazione di recupero dei tracciati».

Le immagini del bagno in anticipo sul termometro sono rimbalzate sui social, finendo anche sotto lo sguardo del sindaco Stefano Balloch: «Non è una novità», osserva il primo cittadino, ricordando gli infiniti precedenti e confermando che gli elementi di preoccupazione legati al fenomeno sono principalmente connessi al rischio di malori determinati dal freddo, piuttosto che, appunto, alla qualità delle acque, giudicata buona.

«Non a caso – spiega il primo cittadino – è stato avviato l’iter per ottenere l’autorizzazione alla balneabilità. Si tratta di processi lunghi, ma confidiamo in un esito positivo. Nel frattempo abbiamo cercato di promuovere il fiume tramite una serie di iniziative, quali, per esempio, la riattivazione della scalinata del ponte del Diavolo». —



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