I 100 anni di Nella Turrini la “memoria” di Tarcento

TARCENTO
Un secolo con due grandi amori: il compagno di una vita, Vittorio Gritti, e quella Tarcento di cui entrambi hanno tenuto alto il nome nel mondo. Il 28 novembre ha compiuto 100 anni Nella Turrini, che con tanta passione ha condiviso col marito la creazione del gruppo folkloristico Chino Ermacora e del Festival dei cuori e la rinascita dell’Epifania tarcentina. E ha tagliato il traguardo con la discrezione e l’eleganza che l’hanno sempre contraddistinta.
Eppure nella sua vita ne ha passate tante. A partire dall’infanzia difficile in una Tarcento uscita dalla Grande Guerra, dove il padre Antonio, carrettiere, e mamma Luigia, a servizio in alcune delle famiglie più in vista della cittadina, riuscivano a non fare mancare niente ai figli. Già a 16 anni però Nella entrò al Cascamificio di Bulfons per portare a casa qualche soldo. Si preparavano però tempi durissimi. A cavallo della Seconda guerra mondiale i fratelli Ottavia, Mario e Giuseppe persero la vita in giovane età: l’ultimo, il partigiano osovano “Benzina”, fu ucciso nell’eccidio di Villa Orter dai cosacchi, ai quali era andato a chiedere la resa. Era il 27 aprile 1945 e 4 giorni dopo Udine sarebbe stata liberata.
Nel 1939 aveva incontrato per caso in piazza Libertà l’uomo della sua vita. Vittorio, di 10 anni più grande, fu subito richiamato in Marina e in guerra il loro rapporto si ridusse a lettere e brevi licenze: in una di esse, nel 1941, si sposarono. L’anno dopo nacque il primogenito Balilla. Gioia seguita dal tormento: dal ’43 al ’45 non si rividero più, complice il caos seguito all’armistizio. Ma nell’aprile ’45 lui fece ritorno a casa e da allora non si lasciarono più.
Nel 1952, mentre nasceva Laura, la seconda figlia, Vittorio fondava con Licia Bearzi il Chino Ermacora, che avrebbe rappresentato la sfida di una vita, approdata nel 1965 alla creazione dell’Europa dei cuori, manifestazione capace in piena “guerra fredda” di richiamare gruppi da ogni angolo del Vecchio Continente e poi del mondo intero quando divenne il Festival dei cuori. Era il risultato di un gran lavoro di squadra. Siôr Vitorio curava tutto ciò che il pubblico vedeva sul palco, ma dietro le quinte era Nella la regista che, con l’aiuto dei ragazzi del Chino, si occupava di camerate, letti e pasti. Lui artefice dei grandi disegni, lei donna dei piccoli dettagli. Complementari fino all’ultimo, fino a che nel 1996 Vittorio le è venuto a mancare. Fra un mese saranno 25 anni e in questo quarto di secolo le cose sono molto cambiate. Lei resta una delle ultime vere testimoni di una Tarcento che non c’è più e perciò il traguardo dei 100 anni è stato festeggiato in modo speciale, con i familiari e soprattutto con i pronipoti Elisa e Jacopo che, da una donna così, hanno avuto l’esempio di una vita sorprendente. —
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