Gli sprechi della politica L’appello di Tondo «Escludere gli indagati»

UDINE. Ha voluto fare il primo passo. Sperando che tutti gli altri consiglieri seguano il suo esempio. Il governatore della Regione Renzo Tondo, ieri, si è presentato autonomamente in Procura «per chiedere se avevo fatto qualcosa di non giusto e penso che tutti dovrebbero andarci».
Un brutto esempio quello dato dai componenti del consiglio. Così il presidente, presente ieri sera alla trasmissione “Uno contro tutti” su Udinese Channel, ha bollato le “spese” folli fatte con i soldi pubblici dati ai partiti. Inevitabili, dunque, le conseguenze per chi ha sbagliato. «Chi ha fatto cose scorrette e non coerenti con l’attività istituzionale – ha dichiarato – non deve essere candidato alle prossime elezioni. Chiederò al mio partito dove, visti i numeri degli indagati, è possibile che ci sia qualcuno che ha sbagliato, che nel caso venga escluso». Certo, la precisazione, che di fatto diventa una stoccata al centro sinistra, non manca. «Tutti questi fondi sono stati creati nella legislatura delle vacche grasse – ha sottolineato – ovvero in quella del mio predecessore Illy quando accontentava i gruppi attraverso il meccanismo dell’autofinanziamento. È necessario azzerare la situazione».
Le domande dei giornalisti, il direttore del Messaggero Veento Omar Monestier, il vicedirettore dell’Ansa Fvg Francesco De Filippo, il direttore del Quotidiano Fvg Fabio Folisi e il direttore di New Media Mediaset Paolo Liguori, spaziano dall’esito delle politiche ai punti principali del programma elettorale. In Fvg il rischio ingovernabilità viene scacciato. «Disponendo di una buona legge elettorale e di questo va dato merito a Illy – ha detto – nella nostra Regione ci sarà un solo vincitore. Certo, a livello nazionale di Grillo mi fa paura non la sua vittoria elettorale ma la sua assenza di contenuti».
Si parla di quello che è stato fatto in questi cinque anni di legislatura e di quello che eventualmente farà. «Siamo l’unica regione che ha ridotto il numero dei consiglieri – ha riferito Tondo – abbiamo dimezzato il debito e avviato opere pubbliche importanti con nostre risorse. Vogliamo continuare con la riduzione dei costi della politica, del numero dei gruppi, delle segreterie degli assessori, dei dirigenti, delle partecipate regionali. In questi anni abbiamo messo in campo risorse per le imprese e per i lavori socialmente utili e ora punteremo su una politica di sviluppo che ci deve consentire attraverso l’autonomia fiscale di far insediare sul nostro territorio imprese che rischiano di andare in Slovenia e in Carinzia. Non si può dire di dare il reddito cittadinza senza spiegare come».
Ha annunciato che avvierà la riforma delle Province, ha difeso l’opera della terza corsia e soprattutto il friulano. «Mi sembra ridicola la polemica creatasi per una mia battuta a una trasmissione radiofonica – ha detto esprimendosi in marilenghe – il friulano si difende parlandolo e non facendo tabelle su come si scrive. Io parlo in friulano e ci scrivo pure gli sms. La mia battaglia non era contro la lingua ma contro lo spreco di risorse».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








