«Gli anziani non sono pacchi da spostare a piacimento»

SAN DANIELE. Gli anziani non sono pacchi postali da spostare a piacimento. In uno degli interventi all’incontro di martedì sera al centro residenziale di via Cadorna tra l’amministrazione comunale e...
Di Anna Casasola

SAN DANIELE. Gli anziani non sono pacchi postali da spostare a piacimento. In uno degli interventi all’incontro di martedì sera al centro residenziale di via Cadorna tra l’amministrazione comunale e ospiti e i loro parenti tutta la contrarietà sulla futura destinazione del centro prevista dall’amministrazione comunale. Amministrazione – erano presenti il sindaco Paolo Menis e l’assessore alle politiche sociali Claudio Chiapolino – che ha confermato di voler effettivamente trasformare il centro anziani in un centro residenziale per giovani, coppie e altre tipologie di utenti. A ribadirlo nel suo intervento il primo cittadino nel corso dell’affollata assemblea di un centinaio di residenti e di loro parenti, riunione che era stata specificatamente richiesta dal portavoce del Centro, Claudio Rosso, dopo la pubblicazione sul Messaggero Veneto della notizia della trasformazione in “social housing “ del Centro. Menis ha dunque sottolineato che era sua intenzione parlare con utenti e parenti solo dopo l’approvazione di un’ipotesi di massima in tal senso da parte del consiglio comunale, cosa avvenuta proprio nel corso dell’ultima seduta. Il sindaco, in particolare, ha ribadito come l’amministrazione abbia a cuore il futuro degli attuali 40 ospiti: la volontà è quella di accompagnare con soluzioni condivise il loro spostamento altrove.

A disposizione degli anziani, ha spiegato Menis, rimarrà una decina di piccoli appartamenti sul lato ovest dell’edificio. Come spiegato anche nel corso dell’ultima seduta del consiglio, il sindaco ha ribadito come la trasformazione del centro sia dettata da motivi tecnico-burocratici che imporrebbero una spesa di circa due milioni di euro per l’adeguamento della struttura alle attuali normative. Ma la trasformazione non è certo stata presa bene, sia dagli utenti che dai parenti e la forte contrarietà è emersa in diversi interventi dei presenti. C’è chi ha sottolineato come l’amministrazione non abbia saputo o voluto comunicare ai residenti per primi questa discutibile progettualità, generando le paure e i timori che nell’assemblea purtroppo hanno trovato conferma. I nostri anziani, è stato detto, non sono numeri o pacchi postali, da spostare a piacimento ma persone fragili e dignitose, che abbisognano di tranquillità, per poter serenamente trascorrere le loro giornate. Queste notizie – hanno affermato tra i parenti – hanno sortito invece l’effetto contrario, suscitando ansie e paure che potevano essere loro risparmiate.

Tra gli interventi, anche alcune proposte per cambiare il destino del centro come quella che vede il coinvolgimento dei Comuni della Collinare e della Collinare stessa per un contributo economico per il servizio comprensoriale fornito. Per molti il centro potrebbe diventare, dopo la trasformazione, l’ennesima cattedrale nel deserto.

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