Anziana raggirata e derubata dell'oro di famiglia: forze dell'ordine recuperano il bottino e arrestano il truffatore

Un ventenne è stato fermato dalla polizia ferroviaria e dai carabinieri poco dopo aver sottratto la cassetta portavalori a una donna di 83 anni. La refurtiva in oro è stata interamente restituita

Gli ori derubati all'anziana e poi restituiti
Gli ori derubati all'anziana e poi restituiti

I carabinieri dell'Aliquota Operativa di Sacile e gli agenti della polizia ferroviaria di Pordenone hanno arrestato un giovane di 20 anni di nazionalità egiziana, ritenuto il presunto responsabile di una truffa ai danni di un'anziana. Il fermo è scattato in quasi flagranza di reato alla stazione di Pordenone.

L'intero bottino, composto da monili in oro e da un orologio di valore, è stato recuperato e restituito alla vittima, un'anziana di 83 anni residente in provincia. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.

Il raggiro con la tecnica del falso carabiniere

Il colpo è stato messo in atto il 4 novembre 2026. Un complice ancora non identificato ha contattato telefonicamente la donna spacciandosi per un maresciallo dell'Arma. Con l'inganno, il finto militare ha persuaso la vittima a consegnare i suoi preziosi per finti accertamenti investigativi.

Mentre il telefonista manteneva la donna occupata al telefono, il 20enne si è presentato a casa dell'anziana, ha ritirato una cassetta portavalori in metallo contenente i gioielli ed è fuggito a bordo di un taxi.

Il blitz alla stazione di Pordenone

I familiari della donna hanno dato l'allarme al numero di emergenza 112 subito dopo l'accaduto. I carabinieri di Sacile, ipotizzando che il giovane si stesse spostando con un servizio pubblico, hanno coordinato le ricerche con la Polfer di Pordenone.

Gli agenti e i militari hanno intercettato il taxi sospetto proprio al suo arrivo allo scalo ferroviario. La perquisizione ha permesso di trovare all'interno del bagaglio del giovane la cassetta di sicurezza azzurra ancora chiusa con dentro l'intera refurtiva.

Le indagini sulla rete dei complici

Dagli accertamenti è emerso che l'indagato, privo di fissa dimora, era arrivato in Friuli direttamente dalla Campania per compiere il raggiro. La Procura della Repubblica di Pordenone ha già disposto il dissequestro dei beni, tra cui fedi nuziali, bracciali e spille, consentendo la riconsegna immediata all'anziana. Le indagini proseguono per individuare i complici e i basisti dell'organizzazione criminale.

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