Addio all’ingegner “Gianni” Gross, magnate dei carburanti

È stato per decenni alla guida della Som, colosso da 250 impianti di benzina: dopo il terremoto ha partecipato alla ricostruzione nelle aree di Attimis e Nimis

Timothy Dissegna
Giannantonio “Gianni” Gross
Giannantonio “Gianni” Gross

Avrebbe compiuto 80 anni tra qualche settimana, ma il destino ha deciso diversamente per Giannantonio “Gianni” Gross. L’imprenditore friulano, presidente della Som di Udine, si è infatti spento nei giorni scorsi, peraltro alla soglia di un altro, importante traguardo: i 50 anni di matrimonio con la sua Patrizia.

E proprio quest’ultima lo ricorda come un «uomo sempre molto rispettoso e rispettato, che coltivava un grande senso dell’amicizia fino all’ultimo insieme agli amici di sempre». Tra questi c’era anche l’architetto Lorenzo Giacomuzzi Moore, mancato anche lui pochi giorni fa.

La carriera di Gross si è snodata su due binari paralleli e complementari. Da un lato la libera professione di ingegnere civile, iniziata proprio nell’anno del terremoto del Friuli. «Operò nella zona di Attimis e Nimis per la ricostruzione – ricorda il figlio Giovanni Maria – e mantenne rapporti con i sindaci dell’epoca anche dopo».

Dall’altro lato, la guida della Società olii minerali (Som) che si occupa del rifornimento di carburanti. L’azienda fu fondata nel 1935 dal padre Giuseppe con il primo deposito di carburanti in viale del Ledra, e lungo la stessa arteria la società ha tutt’ora la propria sede operativa. Insieme al fratello Giorgio, a soli 20 anni subentrò alla guida della ditta dopo la morte del genitore, portando avanti il timone per decenni.

«Era rimasto presidente – prosegue il figlio, che nell’ultimo decennio ha raccolto il testimone – e anche se negli ultimi tempi aveva passato la gestione operativa, seguiva con passione la vita dell’azienda». Oggi la Som è un colosso del settore: il cuore pulsante delle relazioni con le compagnie petrolifere e della gestione operativa dei carburanti si traduce in numeri di rilievo per il Nord-Est. Sono 250 gli impianti di carburante gestiti, 70 le aree di servizio a guida diretta, per un volume annuo che supera i 300 milioni di litri di carburante erogato. Il tutto operando con i principali marchi del settore italiani e internazionali: Esso, Ip, Enilive, Q8 e Tamoil.

Oltre al lato imprenditoriale, Gross fu molto attivo anche nella libera professione, impegnandosi anche all’interno del Consiglio di disciplina dell’Ordine degli ingegneri. «Era un’attività a cui ci teneva tantissimo – prosegue il figlio –. Si era laureato in Ingegneria civile a Trieste, dopo il sisma del 1976 si impegnò per dare una mano nella ricostruzione».

La consorte lo ricorda con la forza di chi lo ha conosciuto da giovanissima: «Avevo 17 anni. In famiglia era considerato il saggio, aveva una visione delle cose d’altri tempi e l’ha trasmessa ai figli». Una dote, quella della saggezza, che si univa a una modestia di fondo: «Aveva grandi capacità imprenditoriali, ma non ha mai voluto esibire il suo modo di essere. Era nato e cresciuto a Udine, e tutta la sua vita è rimasta legata a questa città».

Giovanni Maria Gross ne traccia un ritratto vivido: «Era una persona molto disciplinata sul lavoro, ma scanzonato sulle questioni personali». E quella dedizione è testimoniata anche dalla voglia di rimettersi subito in moto dopo l’infarto che lo colpì nel 2008, decidendo di recarsi subito in un cantiere che stava seguendo appena dimesso dall’ospedale. Da quel malore, però, non si riprese mai completamente, a cui si sommarono acciacchi e malanni legati all’età. Lascia anche la figlia Giuliana.

Domenica sarà ricordato con un rosario alle 18.30 nel Duomo, mentre i funerali saranno celebrati lunedì alle 15.30, nella stessa chiesa partendo dalla Casa funeraria Mansutti.

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