Gemellaggio fra la gente ma non fra le istituzioni

Gradisca: la storia di una lunga amicizia con la comunità carinziana di Althofen Un’originale promozione turistica, mentre il Comune isontino segue altre strade

GRADISCA D’ISONZO. Storia di un gemellaggio dimenticato. Per la verità solo dalle istituzioni, perchè nel cuore della gente il rapporto di amicizia fra Gradisca e la comunità di Althofen, in Carinzia, è ancora ben saldo. Alimentato dai rapporti fra le persone, più che da documenti, ricevimenti e discorsi istituzionali.

Un rapporto nato nei primi anni ’90 ma che sembrava essersi perso per strada dopo tanti buoni propositi e scambi decisamente riusciti a livello istituzionale, parrocchiale e scolastico. In realtà, l’amicizia fra la bella Althofen e Gradisca, nonostante non sia mai sfociata in un gemellaggio ufficiale, in tutti questi anni è proseguita anche se lontano dai canali ufficiali, che successivamente hanno preferito puntare sul gemellaggio con la croata Kastav. Ma, come vedremo, anche quest’ultimo sembra destinato a spegnersi. Colpa dell’austerity.

Intanto, Gradisca e il nostro Paese tanto piacciono (ricambiatissimi) alla località carinziana, che un gruppo di cittadini è ormai annualmente invitato a organizzare una “Italienische Abend” (“Serata italiana”) nella Salzburger Platz, riempiendo regolarmente il centro di Althofen: l’appuntamento di quest’anno è stato a fine luglio, quando i gradiscani Silvano, Alfio, Sergio e Nino - con l’inseparabile cantore Marino - sono diventati ancora una volta ambasciatori del buon mangiare e del buon bere made in Friuli Venezia Giulia, portando in Carinzia salami, prosciutti, formaggi e calamari - “bruciandone” ben 45 chilogrammi - dei produttori localim oltre che i sempre apprezzati vini dell’azienda Franco Visintin. E ogni primo sabato del mese, senza alcuno scopo di lucro, il gruppo Amici di Althofen si vede garantito gratuitamente uno stand al locale mercato dei contadini.

Fra gli ammiratori di Gradisca in testa c’è sicuramente l’inossidabile borgomastro Manfred Mitterdorfer, che non perde occasione per fare festa con gli amici italiani - ricevuti con tutti gli onori in municipio - e decantare ai propri concittadini il fascino della Fortezza e dei suoi prodotti conosciuti ormai quattro lustri or sono.

Marketing “fai da te”, ma non per questo meno efficace. Anzi, forse più vero e meno artificioso o calato dall’alto. Sperando che qualcuno si accorga anche a livello istituzionale che questa può essere per Gradisca un’opportunità. Di certo se ne è accorto il presidente dell’associazione “Gradiscaè”, Paolo Mucchiut, che ha voluto partecipare alla trasferta carinziana dei suoi concittadini gettando le basi per una visita di cortesia degli amici di Althofen a Gradisca in occasione dei prossimi grandi eventi.

Ma il Comune come spiega questo gemellaggio finito nel dimenticatoio? «Non posso che ringraziare i concittadini che tengono vivi i rapporti con Althofen - commenta il sindaco Franco Tommasini -. La verità è che l’amministrazione, forse sbagliando, ha preferito puntare le proprie scarse risorse in campo turistico su altri settori (vengono in mente il circuito Antica Contea assieme a Gorizia e Cormòns, o l’adesione al club dei Borghi più belli d’Italia; ndr). È una scelta presa a malincuore».

Anche il gemellaggio ufficiale con la croata Kastav, dunque, rischia un colpo di scure a causa della spending review. Luigi Murciano

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