Gara milionaria del Tpl: doppio ricorso, al Tar e al Consiglio di Stato

UDINE. Un doppio ricorso. Uno nuovo al Tar del Fvg – Tribunale amministrativo regionale. E il preavviso di portare la questione anche davanti al Consiglio di Stato. S’ingarbuglia l’iter della gara milionaria per il trasporto pubblico locale (Tpl) su gomma. La prima realizzata con bando europeo, pubblicato a fine ottobre, per gestire il servizio su un ambito unico regionale e che vale un investimento di 130 milioni l’anno per dieci anni, più cinque opzionali.
A rivolgersi ai giudici è sempre l’associazione temporanea d’impresa (Ati) formata da Busitalia Sita Nord Srl (società di Ferrovie dello Stato) e Autoguidovie Spa, che aveva già promosso un primo ricorso al Tar della regione.
Il complicarsi della procedura fa sbottare Alessandro Colautti, capogruppo di Ncd in Consiglio regionale. Che sferra un attacco proprio alle società perché «quest’entrata a gamba tesa è un’aggressione alla Specialità del Fvg e un tentativo di impedire alla Regione di portare a termine il bando», dice Colautti.
L’Ati si era già rivolta al Tar a dicembre. I giudici, a metà gennaio, sui 14 punti sollevati dall’associazione temporanea d’impresa ne avevano accolti tre.
Dal Tribunale era stato chiesto alla Regione di specificare il costo del personale, di prevedere la possibilità di pagamento a rate dei 206 milioni per l’acquisto di attuali mezzi e infrastrutture e, infine, di dare più tempo, più dei tre mesi inseriti nel bando, a chi vincerà la gara per subentrare nello svolgimento del servizio.
È su quei tre punti che Busitalia Sita Nord Srl e Autoguidovie Spa hanno ripresentato un nuovo ricorso al Tar, sostenendo che non siano stati ben dettagliati, non come richiesto dai giudici.
Non solo. L’Ati ha anche preannunciato che tutta la documentazione del primo ricorso, cioè i 14 punti già esaminati dal Tar, sarà riproposta al Consiglio di Stato. Gli atti sono stati notificati alla Regione.
«È evidente che la questione è politica – sbotta Colautti – e come Ncd abbiamo deciso di portarla all’attenzione sia del livello regionale sia nazionale, perché contro il Fvg sta promuovendo ricorso una società di Ferrovie dello Stato, quindi pubblica e che utilizza soldi pubblici. La virulenza con cui l’Ati sta agendo nelle aule di giustizia è un attacco alla Specialità regionale e un tentativo di impedire all’amministrazione di portare a termine la gara. A livello nazionale e regionale ci si deve opporre all’evidente tentativo di allungare i tempi del bando e, per di più, con i nostri soldi». Fa un passo oltre Colautti. E immagina un disegno romano.
«Forse le società stanno cercando di sfilacciare i tempi in attesa di una legge nazionale, di una nuova norma centralista – continua Colautti – che crei le condizioni per superare la gara. In questa vicenda va capito il ruolo di Ferrovie dello Stato che, con una sua azienda, entra a gamba tesa per impedire a una Regione di poter sviluppare al meglio il servizio su gomma. Qual è il disegno? L’amministrazione regionale, la presidente Debora Serracchiani dov’è? Cosa sta facendo? Cosa sa?».
Colautti presenterà un’interrogazione alla giunta e porterà la vicenda sul tavolo del ministro per i Trasporti, Maurizio Lupi (Ncd).
Dopo il “verdetto” di gennaio del Tar l’amministrazione regionale aveva allungato i termini della gara fissando la scadenza per presentare le offerte alle 12.30 del 23 marzo. Gli effetti della doppia battaglia legale sulla data e sui contenuti del bando restano da valutare.
L’assessore Santoro, però, mostra sicurezza. «Da una prima analisi il ricorso al Tar, oltre agli elementi che sono stati modificati, torna anche su aspetti su cui il Tribunale si era già pronunciato favorevolmente alla Regione – spiega Santoro –, premettendo che la gara che sta svolgendo il Friuli Venezia Giulia rappresenterà un riferimento in tutta Italia e motivando così l’interesse a una nuova pronuncia del Tribunale. Ora analizzeremo nel dettaglio il ricorso e faremo valere le nostre ragioni in quanto abbiamo tutto l’interesse a svolgere le gare per la gomma e per il ferro. Siamo consapevoli di essere diventati riferimento in Italia – conclude Santoro ricordando che la procedura di gara della Campania è stato bloccata dal Tar e analogo giudizio pende sulla Toscana – ed è un aspetto che apprezziamo sia dal punto di vista tecnico sia da quello politico».
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