Fedriga a Pontida: "I non eletti non devono umiliare i friulani"

Il governatore del Fvg: non permetterò mai che alla mia gente siano imposte leggi ingiuste da poltronari che hanno venduto l’anima per tenersi il posto

PONTIDA. Quando parla Massimiliano Fedriga, le bandiere del Friuli e di Trieste svettano a fianco della marea di drappi con il leone di San Marco. Non è un particolare da poco perché buona parte degli oltre 600 friulani arrivati a Pontida, in auto oppure utilizzando i dieci pullman organizzati dal Carroccio regionale, hanno seriamente rischiato fino all’ultimo, causa incidente stradale, di non presentarsi in provincia di Bergamo.

Il governatore sale sul palco, alza subito i decibel e punta diritto al nemico numero uno da un paio di settimane a questa parte: il Governo.

“Sono emozionato – attacca Fedriga – di stare in mezzo a migliaia e migliaia di persone per chiarire con forza un principio che dovrebbe essere alla base di ogni Paese democratico: quello della libertà.

Matteo Salvini ha trasformato questo concetto in un esempio, rinunciando alle poltrone di ministri e sottosegretari semplicemente per essere libero di difendere la propria gente contro chi realizza accordi soltanto per le poltrone.

L’urlo di Matteo Salvini al popolo di Pontida: «Resistete in nome dei vostri figli»

E ha dimostrato come la politica non sia tutta uguale. Non c’è soltanto chi fa politica per tenersi il posto, non ci sono soltanto Pd e M5s, ma c’è anche Salvini che mette davanti a tutto la sua gente e gli interessi del popolo”. In fondo, si sa, per Fedriga, è soltanto la gente a stabilire giusto e sbagliato.

“Nemmeno il Governo di Mario Monti – continua -, con i suoi disastri, era nato con questo malcontento manifestato dalle persone. Non si può governare contro il popolo e se qualcuno vi racconta che lo ha voluto la Costituzione, sappiate che è una menzogna.

I padri costituenti avevano spiegato nitidamente come i rappresentanti non possono muoversi contro i rappresentati e quindi, visto che era apparsa questa dicotomia tra popolo e Parlamento, il Quirinale avrebbe dovuto mandare il Paese al voto”.

Insomma per il governatore Pd e M5s sono “traditori, ma non della Lega, bensì dei cittadini italiani” anche perché “con una maggioranza falsa e lontana dagli interessi del popolo cosa hanno fatto come primo atto?

Impugnato le leggi del Friuli Venezia Giulia sull’immigrazione soltanto perché abbiamo azzerato i fondi regionali per le attività dei richiedenti asilo come i corsi di calcetto”.

Una posizione che anticipa una sorta di chiamata a una “seconda resistenza” locale. “A Roma non credano i non eletti – continua Fedriga - di imporre alla mia gente le loro leggi attraverso il tradimento messo in atto in Parlamento.

Noi un anno fa abbiamo ottenuto la fiducia del 57% dei cittadini del Friuli Venezia Giulia, loro non sono stati eletti da nessuno. E i friulani e i giuliani non si umiliano. Non permetterò mai che la mia gente venga umiliata da poltronari che hanno venduto l’anima per tenersi il posto”.

Fedriga attacca, con la chiosa finale che, in sintesi, riprende le parole di Salvini pronunciate a Milano. “Chiedo a tutti i governatori – conclude – un impegno formale: quello di stringere una grande alleanza delle Regioni per difenderci dal Governo.

Siamo noi presidenti a dover stare in prima fila, perché quando c’è da aprire una guerra, democratica, pacifica e politica ovviamente, non si possono sempre mandare avanti gli altri. Noi governatori di saremo, ma ogni leghista, da oggi, deve sentirsi parte di una squadra. Faranno di tutto, utilizzeranno la menzogna e qualsiasi sotterfugio per fermarci, ma per questo è adesso il momento di stare più uniti di prima». —


 

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