Famiglia, maternità, asili: dalla Regione in arrivo 33,7 milioni

L’assessore Rosolen: le nostre priorità per il 2019 sono rimettere al centro la famiglia e sostenere la natalità in regione
fotogramma - famiglia - MILANO 13 Feb 2004 - FAMIGLIA A PASSEGGIO AL PARCO p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate
fotogramma - famiglia - MILANO 13 Feb 2004 - FAMIGLIA A PASSEGGIO AL PARCO p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

UDINE. «Rimettere al centro la famiglia e sostenere la natalità sono le priorità dell’agenda politica e il nostro impegno per il 2019. Il rinascimento demografico è la base per una ripresa del tessuto sociale ed economico». A dirlo è l’assessore regionale alla Famiglia Alessia Rosolen che a un passo dall’inizio del nuovo anno rinnova l’impegno nei confronti delle famiglie, convinta che servano formule innovative per esorcizzare il calo progressivo di nascite. L’obiettivo è ambizioso: dotare la regione di un testo unico.

«Una legge – dichiara – che permetterà di raccogliere e riordinare il combinato disposto, non sempre lineare, di leggi e norme esistenti, ma anche l’occasione per definire le linee guida del sostegno regionale alle famiglie». «Tutte, da 0 a 100 anni» tiene a precisare l’assessore senza nascondere l’attenzione particolare per quelle giovani visto il crollo demografico e della natalità.

I dati parlano chiaro: se nel 2017 ogni donna italiana ha partorito mediamente 1,24 figli, in Friuli Venezia Giulia la soglia si è abbassata fino a 1,19 figli, anche meno se non ci fosse stato l’argine degli stranieri. «Quanto è stato fatto fino a oggi non ha portato risultati – afferma Rosolen –. Dobbiamo mettere i giovani nelle condizioni di lavorare e formare una famiglia. Ci vogliono lavoro solido e strutturato, tempi che consentano di conciliare la vita privata con il lavoro. Dire che mettiamo la famiglia al centro di tutto non è uno slogan, ma un’azione politica che stiamo già traducendo in atti amministrativi».

Il primo è di qualche giorno fa. La giunta ha stanziato un milione di euro per le associazioni familiari che attivino iniziative rivolte a mamme disoccupate o post congedo di maternità o ancora per conciliare il ruolo di lavoratore e genitore. Spiega Rosolen: «Si va dai dopo scuola ai centri estivi, dalle tagesmutter ad altre formule che hanno già dato risultati».

C’è poi il tesoretto di 33,7 milioni di euro (14 milioni e mezzo per l’abbattimento delle rette degli asili nido, 8 a bonus bebè e 5,5 alla carta famiglie, 6,2 ai gestori degli asili per il contenimento delle rette) stanziato in Stabilità a copertura di alcune misure esistenti e di altre che sono invece nei piani dell’amministrazione regionale.

«Su tutte – spiega Rosolen – la gratuità (o quasi) dell’asilo nido per il secondo figlio e il percorso di accreditamento per le strutture dedicate alla prima infanzia che non è mai stata fatta negli ultimi 15 anni. Stiamo poi ragionando sull’opportunità di estendere l’aiuto regionale oltre i redditi più bassi. Spero che a gennaio si possa già procedere alla modifica del regolamento per poi operare eventuali correzioni in corso d’anno, numeri alla mano».

Su impulso dell’assessore, le direzioni dei diversi servizi stanno dettagliando la situazione relativa allo stato di attuazione delle varie misure, per capire quale sia stato l’impatto di ciascuna e se eventualmente siano necessari correttivi o modifiche. Ad esempio sulla carta famiglia o sul bonus bebè che, introdotto nel 2018 dalla passata amministrazione, è stato confermato.

«Abbiamo previsto – conclude – per coloro che quest’anno non lo hanno chiesto, non sapendo della possibilità, di accedere al beneficio (di durata triennale) per i restanti due anni. La misura è confermata e diverrà strutturale nell’ambito della legge sulla famiglia». Altra misura destinata a “restare” riguarda l’occupazione femminile, condizione essenziale per rilanciare la natalità. Nell’ambito delle politiche attive del lavoro, l’assessore ha reso infatti strutturali gli incentivi alle imprese che stabilizzano mamme con bambini fino ai 5 anni d’età.
 

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