Estate al via, prenotazioni al 20% e senza stranieri: si lavora con la metà del personale

C’è chi temporeggia, chi ha deciso di rimanere chiuso perché non può permettersi di fare altrimenti e chi, invece, apre razionando il personale e mettendo già in conto un bilancio di fine stagione in disordine. Al tempo del coronavirus, a metà giugno, periodo nel quale solitamente il turismo dovrebbe essere già partito a pieno regime, dal mare alla montagna gli albergatori friulani brancolano nel buio: prenotazioni ai minimi storici e pochi i turisti stranieri che fanno capolino nelle località nostrane.
CORONAVIRUS, I DATI
Il punto di Federalberghi. «Al mare si è al 20-30% delle prenotazioni rispetto a quelle abituali del periodo, in montagna le richieste di informazione sono molte, ma le prenotazioni le sta assicurando lo zoccolo duro e in città i pernottamenti per il business si vedranno forse a settembre». È questo lo sguardo sul settore di Paola Schneider, presidente di Federalberghi, alla vigilia della stagione estiva 2020, fortemente influenzata dalle conseguenze della pandemia da Covid-19. «In alcuni casi gli operatori stanno ancora valutando se aprire i battenti o non farlo proprio – aggiunge –. La preoccupazione è di affrontare una stagione che potrebbe lasciare pesanti ripercussioni sui bilanci».
Una situazione, dunque, ancora di incertezza «che implicherebbe – prosegue la presidente – un’attenzione in più da parte delle istituzioni, rispetto alle misure di sostegno che sono già state varate o che si stanno per rendere operative». «In montagna – esemplifica Schneider –, il sistema turistico è molto fragile, con alberghi che per dimensioni e posti letto non riescono a fare massa critica. È sufficiente che chiudano un paio di strutture perché tutto un sistema di servizi vada in crisi. Ciò che è sentita già come esigenza è la ripresa di manifestazioni sul territorio: se, infatti, i turisti arriveranno vorranno avere delle proposte che diano un valore aggiunto al soggiorno».
Lignano. Tra Sabbiadoro, Pineta e Riviera solo la metà delle strutture ricettive ha già aperto i battenti, l’altra metà lo farà tra la fine del mese e l’inizio di luglio e, invece, circa una decina non lo farà affatto. A riportare lo spaccato di una città marittima ancora stretta nella morsa del virus è Martin Manera, presidente del consorzio Lignano Holiday, che spiega: «Al momento le prenotazioni sono tra il 15 e il 20% rispetto a quelle solite di metà giugno. E i turisti per ora provengono prevalentemente dal Nord Italia».
Sono la maggior parte, inoltre, gli alberghi che hanno deciso di aprire con meno personale: «La situazione è incerta e, complice anche il ritardo delle aperture, sono molte le aziende che si sono premurate di avviare l’attività con un numero di stagionali ridotto, anche se tutti i servizi vengono garantiti – sottolinea Manera –, si cerca di economizzare». In questi giorni la città che, tra bar, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari, negozi e parchi tematici, ogni stagione dà lavoro a 10 mila persone, ha assunto, solo nelle strutture ricettive, «circa 700 lavoratori e cioè la metà rispetto a quelli abitualmente contrattualizzati» dettaglia la situazione occupazionale Manera.
Grado. «La ripartenza ritardata di due mesi e mezzo si sta ripercuotendo anche sulle assunzioni – rimarca Thomas Soyer, presidente del Consorzio Grado Turismo –, si cerca di stringere i denti con meno personale al lavoro. Nell’Isola d’Oro gran parte degli alberghi ha aperto nella prima decade del mese, ma l’affluenza di turisti è ridotta al 20-30% rispetto a quella abituale del periodo. I prossimi due mesi si spera di riuscire a sopravvivere ma i conti si faranno in autunno in cui sicuramente si vedrà un po’ di disordine nei bilanci: in un periodo che dovrebbe essere già di alta stagione, ora regnano tensione e cautela».
PER APPROFONDIRE:
Tarvisiano e Carnia. «Un timido segnale è venuto negli scorsi week end soleggiati dai pendolari che si sono riversati in montagna – afferma Schneider –, ma al momento sia nel Tarvisiano che in Carnia le prenotazioni sono solo al 20% rispetto a quelle abituali del periodo. La situazione migliora leggermente per luglio e agosto con prenotazioni al 50%, ma si spera di arrivare almeno al 70%». Oltre al turismo “stanziale”, «sono saltati anche i passaggi Est-Ovest – spiega Francesco Baraldo dell’hotel Tarvisio –, si lavorava molto con il turismo di passaggio che ora invece abbiamo perso completamente».
Promuovendo luoghi come il Lussari e il Canin, si continua però a lavorare: «Ci stiamo impegnando per predisporre le proposte migliori promuovendo prodotti forti come le card garantite a chi alloggia negli alberghi convenzionati – dice Claudio Tognoni del Consorzio servizi turistici del Tarvisiano –. A Tarvisio la maggior parte degli alberghi ha già aperto; a Sella Nevea le strutture ricettive apriranno a luglio».
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