Essiccatoio “abusivo”, odissea legale

CORDENONS. È una vicenda che va avanti, a suon di ordinanze e di ricorsi al Tar contro di esse, dal 1991 e che ora il Comune di Cordenons sta cercando di chiudere una volta per tutte. Storia all’italiana che avrebbe consentito, secondo la posizione dell’amministrazione comunale, a un privato di svolgere attività industriale in zona agricola e all’interno di un capannone, di 16.800 metri quadrati, ritenuto abusivo.
L’ultimo atto di questa annosa vicenda è un’ordinanza emessa a ottobre scorso dal dirigente dell’ufficio urbanistica che questa volta impone la demolizione totale della struttura.
La ditta al centro della vicenda è la Feletti srl, l’immobile è il capannone omonimo che si trova in via Fratelli Bandiera. Per domani è convocata l’udienza davanti al Tar di Trieste relativa al ricorso in sospensiva dell'ordinanza in questione che il privato ha presentato.
L’ordinanza gli imponeva la demolizione entro novanta giorni dalla notifica, termine che è in scadenza a breve.
In totale nell’ultimo decennio sono state emesse una lunga serie di ordinanze di demolizione (parziale) da parte del Comune, altrettanti ricorsi del privato al Tar, nonché tre richieste di quest’ultimo per la sanatoria della situazione urbanistica, di cui una negata dagli uffici e due rilasciate, ma successivamente annullate su ricorso vinto davanti al Tar da parte un cittadino che ha casa vicino al magazzino e il quale lamenta da sempre rumori e odori fastidiosi provenienti dall'attività.
Ad allungare i tempi anche quelli della giustizia amministrativa: a ogni ricorso pendente infatti l’amministrazione si vedeva costretta ad attendere il pronunciamento del tribunale amministrativo.
Tutto è nato nel 1991 quando la ditta fece richiesta al Comune di autorizzazione a costruire, in una zona agricola, una tettoria a uso di semplice deposito di cereali. Di lì a poco è quindi partita la richiesta di chiusura laterale della stessa, che la prima volta gli fu negata.
Da qui in poi si è quindi iniziata l’odissea amministrativa, durante la quale il privato ha di fatto provveduto a chiudere la tettoia andando a utilizzarla, secondo la tesi dell’ordinanza, come essiccatoio di cereali, ovvero un’attività di natura industriale. (m.bi.)
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