Ematologia, trapianti “certificati”

Accreditamento “Jacie” al centro di Udine già tra i primi 5 d’Italia. Ma calano i donatori di midollo

di Federica Barella

Un programma trapianti di cellule staminali emopoietiche per malati di leucemia con tanto di bollino “doc”. A quattro anni dall’avvio del procedimento di accreditamento e dopo 9 mesi dall’ultima ispezione è arrivato il riconoscimento ufficiale riservato per ora in Italia soltanto a 19 centri sui 107 catalogati come centri trapianti. A conferma anche dell’eccellenza di una struttura, la clinica ematologia e il programma trapianti di Udine, che per risultati e attività è da tempo tra le prime 5 in Italia.

Si tratta dell’accreditamento “Jacie”. «Proprio grazie a questo accreditamento - ha spiegato il professor Renato Fanin, a capo della clinica di ematologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Udine e anche direttore del programma trapianto - un centro può dimostrare di svolgere la propria attività ad un livello di eccellenza, secondo degli standard riconosciuti e nel rispetto della sicurezza del paziente».

E così a 20 anni dall’esecuzione del primo trapianto autologo nella Clinica di ematologia di Udine e dopo oltre 1500 trapianti effettuati, con punte di eccellenza soprattutto in quelli allogeni effettuati da registro (tanto da essere tra i primi centri europei per questa specializzazione), il programma udinese ha dunque ottenuto questa nuova certificazione: con onori ma anche oneri. L’accreditamento “Jacie” dura 4 anni, ma già tra due anni ci sarà una prima revisione e già fra un anno sono previsti altre ispezioni. Con l’obiettivo, e la necessità, comunque di migliorarsi.

Questo genere di accreditamenti non prevede infatti nè un livellamento sui risultati già ottenuti, nè tanto meno (e ovviamente) un arretramento. «Sarà uno stimolo in più per il reparto - ha spiegato ieri il professor Fanin -. In questi anni tutti nostri procedimenti sono stati portati al top, partendo anche dalle cose più banali come la “codifica” di chi e come può aprire certe porte della zona trapianti fino ai controlli estremi sui trattamenti medici, compresi i controlli sui donatori».

Il programma trapianti di cellule staminali emopoietiche è gestito dalla Clinica di ematologia e dalla Medicina trasfusionale diretta dal dottor Vincenzo De Angelis, grazie a un’equipe congiunta che ha come responsabile dell’unità clinica la dottoressa Francesca Petrarca. «Un grazie deve essere rivolto anche ai donatori - ha sottolineato il dottor De Angelis -. Purtroppo quelli di midollo osseo sono in calo. Molti escono dal registro donatori “per raggiunti limiti di età” e servirebbe un ricambio maggiore. Ma per fortuna la grande sensibilità dei donatori di sangue ci consente ancora di sostenere i malati prima e dopo i trapianti».

L’accreditamento è stato possibile anche grazie a un finanziamento dell’Ail (l’Associazione lotta alle leucemie) che ha versato per questa operazione circa 150 mila euro dei fondi raccolti in questi lunghi anni di volontariato.

Attualmente i posti letto del programma trapianti della clinica ematologica sono 11, ma entro un anno diventeranno 12 grazie al trasferimento negli edifici del nuovo ospedale. Vengono effettuati di media 8 trapianti al mese. Il dato di “tossicità” (oovero di evoluzione negativa) è del 5 per cento circa per i trapianti autologi (con proprie cellule), mentre oscilla tra il il 10 al 30 per cento per gli allogeni (da familiare, compatibile o da registro). «A fronte di queste cifre e di questo nuovo risultato ottenuto - ha concluso Fanin - vogliamo solo ricordare una richiesta avanzata già oltre un anno fa alla Regione: ovvero la creazione di un dipartimento regionale di ematologia, nell’ambito di questi progetti di rete “hub&spoke” già annunciati, per il quale Udine potrebbe essere ovviamente capofila coordinando in “rete” tutti i servizi di ematologia sul territorio, ottimizzandoli a vantaggio degli stessi pazienti».

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