Le migliori imprese del Pordenonese puntano sui giovani: «Fare rete ci aiuterà»
Al Palazzo del Fumetto la tappa del ciclo dei Distretti organizzata dal Messaggero Veneto. Gli imprenditori del territorio stanno investendo in tecnologie, personale, acquisizioni

Aziende che investono sul territorio, in tecnologia e soprattutto in capitale umano. Imprese che credono in donne e giovani. Realtà che spesso non si conoscono, ma che sentono il bisogno di mettersi in rete. Sono alcune delle 100 migliori aziende del Distretto del Pordenonese protagoniste, al Palazzo del fumetto di Pordenone, dell’evento promosso dal Gruppo editoriale Nem, che pubblica il Messaggero Veneto e altri cinque quotidiani. Sfide, personale, progetti di sviluppo del business e prospettive sono solamente alcuni dei temi su cui si sono concentrati gli interventi dei rappresentanti delle imprese, stimolati dalle domande del giornalista Maurizio Cescon.
L’importanza delle aziende per lo sviluppo del territorio è stata sottolineata da Luca Occhialini, presidente di Banca 360 Fvg, partner di questa tappa della manifestazione, che ha ricordato come l’istituto sia «vicino al territorio e al mondo dell’imprenditoria, che è un obiettivo del credito cooperativo. Prova di ciò è l’ultima apertura della filiale imprese a Pordenone».
Sull’importanza delle risorse umane si è aperto il dibattito: gli imprenditori hanno sottolineato che da soli non si fa nulla e non esiste impresa senza persone. «Investiamo sui giovani e sulle donne, che rappresentano il 60% della nostra forza lavoro, composta da 48 unità», ha precisato Gianfranco Bisaro, alla guida dell’omonimo gruppo.
Silvia Moretto, che è al timone della Moretto ha parlato di “famiglia”, definendo la sua squadra di lavoro. Al contempo ha rilevato una criticità nel suo settore: trovare personale. Analogo problema lo deve affrontare Mauro Lorenzon di Eco Roof. L’azienda Dave (25 addetti di cui il 75% ingegneri), come ha sottolineato Manuele Papais, ha messo in campo «una trasformazione nell’organizzazione dell’ufficio tecnico, meno gerarchica e più orizzontale, in cui le persone contano».
La Odb Safety di Maniago ha 12 dipendenti, il 70% donne: la guida Matteo Tunioli, che da giovane imprenditore punta sui giovani, «meglio ancora se a chilometro zero». In Recycla la media di età dei 125 dipendenti è 42 anni: Davide Sossai ha tenuto a sottolinearlo. Anche Banca 360 Fvg punta sui giovani e guarda al futuro. «Il nostro istituto lavora per le generazioni future – ha spiegato Giuseppe Sartori, direttore generale della banca –. Non abbiamo azionisti da pagare, quello che produciamo resta a sostegno del territorio».
Al di là delle difficoltà del momento storico, delle tensioni geopolitiche e dei dazi, sul futuro c’è ottimismo da parte del direttore di Banca 360 e anche degli imprenditori, che sentono pure la necessità di puntare sulle sinergie.
«In questo territorio abbiamo grandi professionalità, ma ci conosciamo poco – ha rilevato Bisaro –. Spesso cerchiamo altrove, come è capitato a me: per sviluppare un progetto per realizzare un fusto di plastica ho girato il mondo, salvo poi trovare quello che mi serviva tra Pordenone e il Veneto». Tra l’altro alla azienda di Bisaro è arrivata una richiesta curiosa: «Mi è stato chiesto da una ditta di champagne di poterlo travasare in un fusto – ha annunciato –. Ma l’operazione è ardua: c’è il limite della pressione».
Anche Francesco Scandolo di Oesse ha rilevato la necessità che gli imprenditori facciano squadra e sottolineato l’importanza di eventi come quello di ieri per mettere loro in rete. Quanto alle prospettive, per Tuniolo «la crescita passerà per nuove acquisizioni, per diventare un gruppo», mentre Moretto, che ad aprile realizzerà una importante demolizione a Trieste, punta sulla nuova sede a Fontanafredda. Con la pandemia alle spalle, Dave vive una fase di ripresa degli ordini e mira ad aumentare l’Ebitda. «Una crescita che arriva grazie agli investimenti su software e in tecnologia avanzata», ha precisato Papais.
Ma cosa serve alle aziende per continuare a crescere? «Proseguire nella diversificazione, capendo le esigenze di mercato» è la carta da giocare secondo Carraro, che da sempre insiste su questo, come provano i molteplici settori in cui opera Domovip Europa, dalla sicurezza al green, dalle piscine ai materassi. «Diversificazioni e acquisizioni di altre realtà per incrementare marginalità e mantenere un servizio alto» sono le strategie di Andrea Della Schiava, che guida Tsm, «per essere più competitivi e reattivi. Servono soluzioni, non problemi. Siamo più abili a gestire situazioni complesse in Italia, anche se siamo un popolo più indisciplinato rispetto al Nord Europa. Abbiamo, però, un sistema imprenditoriale più capace di affrontare situazioni di rischio».
Una posizione condivisa da Scandolo. «Siamo dinamici e capaci di attenuare il rischio: questo fa la differenza. Crediamo nelle alleanze: anche noi abbiamo verticalizzato. Quanto alle acquisizioni, non mancheranno», ha concluso.
Cresce per acquisizioni anche Electrolux Professional: l’ultima è una azienda in California, preceduta da quelle di Giappone e Francia. «Grazie a quest’ultima ora lanceremo un nuovo prodotto – ha fatto sapere il direttore generale Andrea Rosi –. Tra le novità il fatto che concentreremo su Pordenone attività che facevamo in Svizzera».
Competere nei mercati nell’era dell’incertezza è una sfida. «Nel settore dell’edilizia è la perdita di manualità il grave problema, nonché l’incognita del futuro –, ha rilevato Lorenzon –. Noi imprenditori dobbiamo essere uniti: questa sarà la nostra forza». Electrolux Professional ha risentito in parte dai dazi, ma ha comunque spinto sull’innovazione e continuerà a farlo. Per Recycla «vivere la complessità significa essere reattivi e studiare come trattare i materiali di scarto per farli diventare materiali alternativi».
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