Diventare direttori sportivi: 18 diplomati al corso a Udine

La formazione, curata dall’ateneo con l’Udinese calcio, è accreditata dalla Figc: la seconda edizione si è conclusa con un evento in via Tomadini

Gabriele Foschiatti
I corsisti con i docenti e i relatori
I corsisti con i docenti e i relatori

Quale soluzione migliore di un ritrovo tra grandi esperti per celebrare il successo di un percorso di formazione? Si è ufficialmente conclusa la seconda edizione del corso per direttore sportivo curato dall’università di Udine, in collaborazione con l’Udinese calcio e l’Associazione italiana direttori sportivi, e accreditato dalla Figc.

L’evento, ospitato dalla sede del polo economico dell’ateneo friulano, in via Tomadini, è stato impreziosito dall’intervento di numerosi ospiti di prestigio, tra cui Franco Collavino, Valerio Bertotto, Pierpaolo Marino e Mattia Grassani, protagonisti in aree chiave del mondo del calcio, e tre autorevoli giornalisti come Gianluca Di Marzio, Antonio Bacci e Francesco Velluzzi.

Il corso e i premiati

Durante le 144 ore di formazione suddivise tra teoria e pratica, i 18 iscritti hanno affrontato le tematiche cardine del delicato ruolo dirigenziale; dalle tecniche di direzione sportiva al marketing e la comunicazione, passando per le fondamentali nozioni economiche e giuridiche.

I partecipanti hanno poi messo alla prova le proprie competenze con un project work valutato dal comitato tecnico-scientifico, composto da Di Marzio, giornalista di Sky Sport, Filippo Galli, prima alfiere del Milan di Sacchi e ora direttore sportivo, Luigi Carlutti, avvocato specializzato in diritto sportivo, Giovanni Messina, coordinatore federale regionale della Figc del settore giovanile e scolastico, e Alberto Rigotto, direttore responsabile amministrazione, finanza, controllo e rapporti con gli azionisti dell’Udinese.

Un cammino che ha portato tutti i corsisti a ottenere il diploma. Tra loro spicca Rossella Alberti, che si è aggiudicata la borsa di studio per il merito accademico grazie al lavoro intitolato “Il calcio femminile come asset strategico: modelli gestionali per la trasformazione del club da centro di costo a investimento di valore”.

I complimenti di Collavino

Dopo i saluti istituzionali portati da Paolo Vidoni, direttore del dipartimento di Scienze economiche e statistiche, e dalla direttrice del corso Michela Cesarina Mason, il microfono è passato al Dg dell’Udinese Franco Collavino: «Mi congratulo con Uniud e Adise per aver strutturato un corso di così alto livello nei suoi ambiti di riferimento. L’Udinese è felice di poter dare un contributo con la propria esperienza e la competenza dei propri professionisti come Alberto Rigotto. Mi congratulo poi con i diplomati; si tratta di un punto di partenza importante, ma dovrete rimanere aggiornati, in un mondo sempre più complesso che richiede competenze specifiche».

Confronto tra esperti

Il giornalista della Gazzetta dello Sport Francesco Velluzzi ha poi moderato una tavola rotonda incentrata sull’approfondimento di alcuni dei recenti sviluppi del mondo del calcio e il loro impatto sul ruolo del Ds, sfruttando i grandi esperti presenti o collegati in sala. «In questo periodo di crisi del calcio italiano – ha detto Di Marzio, ospite a Pordenone con il suo programma “Calcio mercato: l’originale” –, credo che ci sia bisogno di una bella infornata di nuovi giovani dirigenti. Il corso va incontro alla necessità e chissà che non ne nasca un giorno uno incentrato sui presidenti…»

. Il tema del rapporto con proprietà straniere e fondi è stato centrale nel dialogo, arricchito da Bertotto, prima bandiera dell’Udinese e ora allenatore: «Al giorno d’oggi spesso i protagonisti escono dai propri ambiti di competenza e invadono quelli altrui; c’è bisogno di professionisti competenti e auspico che la nuova generazione di dirigenti di cui fate parte lavori per proteggere il gioco». È fondamentale infatti accogliere le novità tecnologiche e implementarle nel lavoro quotidiano, ma, come sostiene Di Marzio, «non si può prescindere dal lavoro sul campo, dai rapporti con gli allenatori che conoscono e crescono i giocatori da acquistare. Certo – ha aggiunto – occorre restare al passo con i tempi e capire che, per esempio, oggi i calciatori sono asset».

Marino ha parlato del rapporto con intermediari e procuratori, sempre più determinanti nelle trattative di mercato. «Sono professionisti spesso di disturbo per il ruolo del Ds, il cui compito è di adattarsi all’evoluzione e ai cambiamenti. Come nella scelta del tecnico, non si può agire basandosi su integralismi o schemi fissi».

 

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