Dalai Lama, blindata la visita a Udine

UDINE. La visita di due giorni, martedì e mercoledì, sarà una delle sue prime uscite pubbliche dopo l’allarme. E sarà un appuntamento super blindato, perchè il livello di sicurezza, come confermano dalla Questura, è massimo.
E’ stato infatti lo stesso Dalai Lama a rivelare, domenica scorsa all’autorevole quotidiano inglese Sunday Telegraph che la Cina avrebbe pronto un piano per eliminarlo. Come? Attraverso il contatto con finte devote che sarebbero state addestrate per avvelenarlo.
Ecco quindi che in città, dove sono previsti tre incontri, tutti al palasport Carnera e tutti esauriti da tempo (vi parteciperanno migliaia di persone), i controlli saranno severissimi. Proprio per evitare “contatti” potenzialmente pericolosi per il Dalai Lama.
Una cinquantina gli uomini, tra poliziotti e carabinieri in borghese, che “veglieranno” sul leader spirituale dei tibetani, oltre ai suoi “angeli custodi” personali. Un’auto blindata per gli spostamenti. Sopralluoghi (oggi i primi) al Carnera e nell’hotel dove alloggerà, con artificieri e cani antisabotaggio. Non esclusa la presenza di tiratori scelti, da Roma.
«E’ un obiettivo sensibile e può essere oggetto di attacchi, anche dimostrativi - ammette il dottor Giovanni Belmonte, capo di gabinetto della Questura, nonchè incaricato di organizzare i servizi di sicurezza -. Del resto è noto l’ostracismo cinese per la sua figura».
L’arrivo dall’Austria Tenzin Gyatso (questo il nome del leader religioso) e la sua scorta giungeranno martedì mattina all’aeroporto di Ronchi dei Legionari con un volo privato da Salisburgo. Fittissima l’agenda: dalle 9.30 alle 11.30 il primo appuntamento pubblico al Carnera dal titolo “Le religioni per la giustizia, la pace e la salvaguardia dell’ambiente vitale”, al quale prenderanno parte anche l’Imam di Firenze nonchè presidente dell’Ucoi Izzedin Elzin, il rabbino impegnato nei diritti umani Rabbi Jermey Milgrom e la cattolica-palestinese Bassima Awad, presidente dell’istituto di cultura italo-palestinese.
Dalle 13.30 alle 15.30 altro impegnativo dibattito intitolato “Dall’aggressività e dalle diverse forme di violenza alla non violenza attiva e all’amorevole compassione”, con il teologo, professore nonchè editorialista de “La Repubblica” Vito Mancuso e il professor Franco Fabbro. Per gli incontri al palasport dei Rizzi sarà vietato, ai partecipanti, portare borse e borsoni (oggetto di perquisizione), nè ombrelli, nè bottiglie di vetro e comunque se di plastica senza tappo. I cancelli saranno aperti alle 8.15 per l’incontro di mattina e alle 12.15 per quello del pomeriggio.
Diretta da sala Aiace Il Comune di Udine mette a disposizione per la giornata di martedì 22 la sala Aiace (fino a esaurimento dei posti a sedere) dove sarà allestito uno schermo per assistere in diretta alle conferenze del Dalai Lama. Gli incontri pubblici saranno trasmessi in live-streaming sia in italiano che in inglese con traduzione simultanea. E’ possibile trovare il link per la diretta sul sito www.centrobalducci.org e su www.reportagepr.com.
Il saluto delle istituzioni Al momento è previsto un unico, breve, contatto tra il Dalai Lama, il presidente della Regione Tondo, quello della Provincia Fontanini e il sindaco di Udine Honsell. Si svolgerà martedì tra un incontro pubblico e l’altro in una sala dell’hotel “Là di Moret”, luogo scelto dal leader religioso per dormire la notte tra martedì e mercoledì. Nessuna tappa a Polava, dove c’è l’unico centro buddista in Friuli, già meta nel precedente viaggio in regione del premio Nobel per la pace, nel dicembre 2007.
In mezzo ai giovani Mercoledì mattina (9.30-11.30) il Dalai Lama, al Carnera, incontrerà gli studenti delle Università di Udine e Trieste. “Per una formazione globale dell’essere umano: spirituale, umanista, scientifica e tecnologica”, il tema del dibattito a più voci. Dopo il pranzo che il Dalai Lama consumerà al centro Balducci di don Di Piazza a Zugliano, la vettura blindata prenderà la strada dell’aeroporto, da dove Tenzin Gyatso partirà per Bruxelles.
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