Dai cold case ai serial killer, ecco le cronache a Nord Est

Presentata la collana True Crime (iniziativa del gruppo Nen) nell’incontro organizzato dall’Ordine degli avvocati. La presidente Sartori: «Responsabilità condivisa verso la nostra comunità»

Annachiara Baratto

Il Mostro di Udine, il killer della balestra e Unabomber, fino al duplice omicidio dei coniugi Burgato a Lignano, passando per cold case e persone scomparse, la cronaca nera locale ha lasciato un segno profondo nella memoria collettiva.

L’incontro “True Crime a Nordest”, titolo della collana di libri edita da Nord Est Multimedia, editore del Messaggero Veneto, in sinergia con Editorale Programma, ha ripercorso alcuni dei casi più emblematici degli ultimi anni, offrendo uno spazio di riflessione sulle dinamiche del racconto giudiziario e sull’importanza della collaborazione tra giornalisti e avvocati, fondamentale per garantire un’informazione accurata, rispettosa delle persone coinvolte e fedele ai fatti.

Distribuiti in 5 volumi, sono 65 gli episodi narrati da 36 autori attraverso storie del territorio, evoluzione delle tecniche investigative e importanza della verifica dei fatti. «Giornalismo e avvocatura devono andare di pari passo», ha sottolineato Raffaella Sartori, presidente dell’Ordine degli avvocati di Udine, che ha organizzato l’incontro, ricordando la «responsabilità condivisa verso la comunità».

Il condirettore del gruppo Nem, con delega al Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, ha aggiunto come «il dialogo tra le due professioni permetta di raccontare i fatti con precisione e rispetto, favorendo formazione e confronto pubblico». I giornalisti presenti hanno spiegato come si costruisce la narrazione di “nera e giudiziaria” e quali strumenti permettono di analizzare i casi più complessi.

Luana de Francisco, che ha osservato come quanto più un fatto avvenga vicino a un territorio, tanto più susciti l’interesse di chi vi viva, ha insistito sull’equilibrio nella narrazione e sulla necessità di evitare sensazionalismi.

Guido Surza ha evidenziato l’importanza della memoria storica delle indagini e la possibilità di riaprire casi irrisolti grazie a nuove tecnologie e approfondimenti forensi.

È stato Paolo Cagnan, vicedirettore del gruppo Nem con delega al web e curatore della collana, a raccontarne la genesi: un progetto pensato per riattualizzare i casi più significativi, dai grandi delitti ai cold case, dai serial killer ai fenomeni meno noti, aggiornandoli alla luce dei progressi scientifici. In chiusura, le tendenze attuali del racconto crime.

«Dai “crime influencer” e i tribunali dello share alle “soap crime” e ai processi in tv», ha ricordato Cagnan, sottolineando l’importanza di un’informazione corretta, competente e in grado di coniugare verità giudiziaria e interesse pubblico. 

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