Dà in escandescenze in Pronto soccorso, arrestato a Gorizia: era latitante
I militari sono intervenuti prima riportando la calma poi con gli accertamenti del caso: l’uomo era stato condannato per una rapina avvenuta a Torino

A distanza di una decina di giorni dall’ultimo episodio, il personale dei Pronto soccorso isontini è tornato sotto attacco. Questa volta è toccato a quello impegnato nell’ospedale di Gorizia, che ora chiede l’istituzione di un servizio di vigilanza, almeno per una parte della giornata, come già avviene a Monfalcone.
Tre gli episodi cui medici e infermieri del servizio di emergenza di Gorizia hanno dovuto fare fronte venerdì, anche se il più grave è stato quello che ha coinvolto un 25enne. Nel pronto soccorso il giovane protagonista poi dell’aggressione, i cui effetti sono stati contenuti dall’immediato intervento dei carabinieri, era stato ricoverato dopo essere stato fermato dalla Polfer nella stazione della città.
Alla semplice richiesta di esibire i documenti il 25enne era entrato in uno stato di agitazione tale da richiedere il ricovero al Pronto soccorso del San Giovanni di Dio, dove era stato preso in carico. Poi verso le 20 il 25enne è tornato a essere molto aggressivo, diventando di fatto ingestibile, e il Pronto soccorso ha chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine, con cui esiste un collegamento diretto. I militari, giunti sul posto, sono riusciti a riportarlo progressivamente alla calma e a stabilire un efficace canale comunicativo che ha consentito di procedere in sicurezza alle attività di identificazione.
Dai successivi accertamenti è emerso comunque che sul 25enne, H. H. le sue iniziali, pendeva un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Torino: il giovane doveva espiare una pena di 10 mesi di reclusione per il reato di rapina. A giugno del 2022 aveva tentato, assieme a un altro uomo, di impossessarsi dei soldi di una ragazza, che si era rifiutata, era stata bloccata e poi riuscita a scappare, non prima però di vedersi strappata la collana in oro che portava. Il giovane è stato quindi trasferito nel carcere di Gorizia.
«Le situazioni di tensione sono ormai all’ordine del giorno, ma anche gli episodi più gravi sono sempre più frequenti e, come a Monfalcone, anche a Gorizia e il personale non si sente sicuro», fa sapere un operatore del Pronto soccorso, in cui lavorano a turno 11 medici e 29 infermieri. Uil Fpl, Cisl Funzione Pubblica e Nursind chiedono quindi che anche al San Giovanni di Dio sia previsto un servizio di vigilanza come nell’ospedale di Monfalcone, dove l’ultima aggressione ai danni di un’infermiera, colpita al volto e al corpo da un paziente, si è verificata in ogni caso alle 21.40, mentre la guardia giurata attacca alle 22 per poi staccare alle 6.
«Al personale va garantito di poter lavorare in sicurezza, di sentirsi protetto, e lo stesso devono poter dire i pazienti», sottolineano i sindacati. Il Pronto soccorso del San Giovanni di Dio, come lo è stato quello di Monfalcone, è nel frattempo interessato dagli interventi necessari per portarlo a pressione negativa e per dotarlo di un ricovero dei mezzi di soccorso. I lavori, secondo quanto indicato da Asugi al personale, dovrebbero concludersi entro la metà di dicembre, seguiti poi a breve dalla ritinteggiatura dell’edificio.
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