Credifriuli blinda la Bassa: plafond da 20 milioni per le imprese contro i rincari
Il Direttore Generale Gilberto Noacco analizza il ruolo della banca cooperativa nel distretto: «Siamo "di casa" con 10 filiali su 29. Solidità record (Cet1 al 33%) per sostenere l'economia reale nonostante le crisi globali»

Un riferimento nella Bassa friulana, con un terzo delle filiali concentrate in quest’area e un’attenzione particolare alle imprese: Credifriuli è ben radicata sul territorio, come mette in luce il direttore generale Gilberto Noacco.
Direttore, qual è il rapporto di Credifriuli con la Bassa friulana?
«Siamo “una di casa”, con ben 10 delle nostre 29 filiali. Operiamo a Cervignano e Terzo d’Aquileia da oltre 120 anni e abbiamo consolidato la presenza anche a Palmanova, Sevegliano, Ruda, Gonars, Marano Lagunare, San Giorgio di Nogaro e Lignano Sabbiadoro. Conosciamo l’area, con cui abbiamo costruito un rapporto stretto e profondo. Questo è possibile grazie alla presenza di amministratori che vivono il territorio, ma anche di colleghi che ci lavorano e abitano. Persone legate a queste terre, che desiderano vederle prosperare. È questa, a nostro avviso, la migliore garanzia per chi decide di accordarci fiducia».
Come rispondete alle esigenze del tessuto produttivo?
«La nostra idea è che un territorio possa competere meglio se può contare su imprese e famiglie più formate, finanziate, protette e meglio assistite nella gestione del risparmio. La nostra “ossessione positiva” è fare in modo che clienti e soci vedano in Credifriuli il principale punto di riferimento per affrontare, meglio che altrove, esigenze finanziarie e assicurative. Le aziende ci chiedono soprattutto vicinanza, rapidità decisionale e strumenti concreti per sostenere gli investimenti, ma anche supporto nell’affrontare congiunture sfavorevoli come quella che stiamo vivendo, segnata dall’aumento dei costi per l’ennesima crisi globale».
A tal proposito state pensando a interventi specifici?
«Abbiamo deciso di stanziare un plafond di 20 milioni di euro per supportare le aziende clienti e socie nel fronteggiare le nuove difficoltà della gestione finanziaria. L’obiettivo è dare una risposta immediata alle imprese che, negli ultimi mesi, hanno dovuto sostenere rincari energetici, aumenti del prezzo di carburante e materie prime, oltre ai costi per adeguamenti normativi e rinnovi contrattuali. Una scelta coerente con la nostra identità: quando il contesto si fa più difficile, una banca cooperativa non può limitarsi ad aspettare, ma usare la solidità patrimoniale in sostegno diretto all’economia reale. Oggi Credifriuli ha superato i 270 milioni di patrimonio e presenta indici di solidità superiori al 33% di Cet1. Una condizione che ci consente di operare con autonomia e visione di lungo termine, continuando a finanziare il territorio e investire nel suo futuro, mantenendo margini di sicurezza ben superiori ai requisiti regolamentari».
Come sta andando il 2026?
«Complessivamente bene. Il primo trimestre si è chiuso in linea con l’ottimo andamento registrato nello stesso periodo 2025. Negli ultimi dodici mesi abbiamo erogato oltre 200 milioni di euro di nuovo credito, con una crescita molto più sostenuta rispetto alla media del sistema bancario, mantenendo sempre grande attenzione alla qualità degli impieghi. C’è però forte apprensione per i rischi legati a rallentamento economico e tensioni geopolitiche internazionali. Ci troviamo in un contesto complesso per il sistema delle imprese che, insieme all’intero tessuto sociale, potrebbe subire conseguenze significative nei prossimi mesi. Dal nostro punto di vista la situazione va affrontata tempestivamente, mettendo in campo gli aiuti necessari».
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