Corso “Franz Josef”: testa a testa su internet

Nel sondaggio del Messaggero Veneto “austriacanti” ancora in testa, ma di poco Molti comunque concordano sulla necessità di ricordare i quattro secoli asburgici

Un sostanziale testa a testa. Con gli “austriacanti” che, però, vincono di un’incollatura. Per il 51 per cento dei lettori di MessaggeroVeneto.it, corso Italia deve essere nuovamente intitolato a Francesco Giuseppe, come provocatoriamente proposto dal presidente dell’associazione Mitteleuropa, Paolo Petiziol.

Nelle ultime ore, tuttavia, i sostenitori delle italiche ragioni hanno fatto segnare una rimonta che fino a mercoledì pareva impensabile: il 46 per cento degli utenti del nostro sito (quasi 500 clic) si è espressa contro la proposta di Petiziol, a favore dunque del mantenimento dell’attuale toponimo. Infine, il 4 per cento ritiene che esistano problematiche più impellenti.

L’idea del presidente di Mitteleuropa, patron della storica Festa dei popoli di Giassico, centra comunque il quorum: «Ritengo che sia giunto il momento anche per Gorizia di dare un segnale d’apertura al proprio entroterra economico e culturale, a memoria del ruolo che la storia le ha consegnato, ponte tra il centro dell’Europa e i Balcani», aveva detto Petiziol commentando la notizia secondo cui la giunta comunale di Ronchi ha deciso di intitolare a «Francesco Giuseppe I, imperatore d’Asburgo e Lorena» la piazzetta antistante villa Vicentini Miniussi. Una provocazione, quella del presidente del sodalizio cervignanese, non raccolta dal sindaco di Gorizia Ettore Romoli, secondo cui il cambio del toponimo è fuori discussione, se non altro per questioni di carattere tecnico che costringerebbero i frontisti a spendere quattrini per rivoluzionare documenti e carte varie.

La provocazione: «Corso intitolato a Cecco Beppe»
Bumbaca Gorizia 06.03.2014 Corso Italia - Foto Pierluigi Bumbaca

La proposta di Petiziol, tuttavia, ha un fondamento storico: nato come via della Stazione, l’attuale corso Italia nel 1873 diventa viale Francesco Giuseppe per celebrare il venticinquesimo anniversario dell’ascesa al trono del Kaiser. Nel 1918, con la presa di Gorizia, cambia nome in corso Vittorio Emanuele III e - dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 - in corso Ettore Muti, aviatore e segretario del Pnf. Nei giorni dell’occupazione jugoslava diventa corso Tito e subito corso Roosevelt, prima dell’attuale denominazione.

I servizi del Messaggero Veneto hanno acceso in città un vivace dibattito sulla toponomastica attuale e sulla necessità di ricordare, intitolazione di vie e piazze compresa, i quattro secoli di dominazione asburgica. Anche sui social network i goriziani si sono scatenati, esprimendo un certo scetticismo di fronte alla proposta di Petiziol, che ricordava come diversi Comuni isontini, dopo Ronchi, siano pronti a ricordare la figura del Kaiser o comunque del passaggio degli Asburgo anche attraverso l’intitolazione di piazze o strade.

Christian Seu

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