Corsa per Haiti: a Gemona trecento chilometri di ciclismo, memoria e solidarietà
La 33ª edizione dello storico appuntamento amatoriale unisce il Friuli ai progetti benefici d'oltreoceano. Percorsi duri sulle strade del Giro d'Italia e il Campionato Italiano dei Vigili del Fuoco

Non è soltanto una granfondo ciclistica. È un intreccio di sport, memoria e solidarietà che da oltre trent’anni attraversa il Friuli e guarda oltre l’oceano Atlantico. Domenica 17 maggio è il giorno della Corsa per Haiti, appuntamento storico del ciclismo amatoriale regionale, che quest’anno approda a Gemona per la sua 33ª edizione, legandosi simbolicamente alle celebrazioni per il 50º anniversario del terremoto del 1976.
Una scelta non casuale: partire e arrivare nella città simbolo della ricostruzione friulana significa riportare al centro il valore della solidarietà, lo stesso che anima da sempre la manifestazione organizzata dall’Asd Chiarcosso - Help Haiti. Dietro la corsa c’è infatti un progetto molto più ampio, nato nei primi anni Novanta dall’intuizione di Sante Chiarcosso e di un gruppo di amici appassionati di ciclismo.
L’idea iniziale era quella di organizzare una grande prova amatoriale sulle strade friulane, ma ben presto la competizione si trasformò in un veicolo concreto di aiuto per Haiti, una delle aree più povere e martoriate del mondo. Da allora, attraverso la Odv Pane Condiviso guidata da Ivana Mary Agosto, i fondi raccolti sono stati destinati a missioni, progetti educativi e strutture di accoglienza per bambini e famiglie in difficoltà ad Haiti e in Perù.
La prima edizione, nel 1993, era una Udine-Tarvisio. Oggi la Corsa per Haiti è diventata una delle granfondo più conosciute del Nordest, inserita nel Campionato nazionale Acsi Fondo e Mediofondo, nell’Alpe Adria Tour, nelle Nalini Road Series e nella Combinata del Levante.
Un evento capace di richiamare centinaia di atleti da tutta Italia e dall’estero, con una forte presenza slovena, come dimostrano anche gli ultimi albi d’oro.
Tre i percorsi predisposti dagli organizzatori, con partenza e arrivo nei pressi del polisportivo gemonese, in via Velden, che ricalcano, per ampi tratti, quello che affronteranno fra due settimane i protagonisti del Giro d'Italia nella tappa Gemona-Piancavallo.
La granfondo, la prova regina, scatterà alle 8.15: 123,5 chilometri e oltre 2.300 metri di dislivello attraverso la Pedemontana friulana, con le salite di Sella Chianzutan, Clauzetto e Monte di Ragogna prima del rientro a Gemona. Un tracciato tecnico e impegnativo, pensato per gli specialisti delle lunghe distanze. Alle 8 partirà invece la mediofondo, da 100,8 chilometri e 1.450 metri di dislivello, che ricalca gran parte del percorso principale ma evita l’ascesa alla Sella Chianzutan. Spazio anche agli amatori con la cicloturistica, lunga 65,5 chilometri e caratterizzata da un dislivello più contenuto, circa 400 metri, attraverso Venzone, Bordano, Osoppo e Buja.
Tra i momenti più sentiti della presentazione ufficiale dell’evento, anch’essa a Gemona, ospitata nella sede dell’Università di Udine, che accoglie i corsi di laurea in scienze motorie, c’è stato l’intervento del campione del mondo 2008 Alessandro Ballan, che ha elogiato i percorsi friulani e la capacità della corsa di unire agonismo e valori umani. Accanto a lui il project manager del Giro d'Italia in regione Paolo Urbani, Andrea Cainero, l’assessore comunale Loris Cargnelutti, il vicecomandante dei vigili del fuoco di Udine Andrea D’Odorico, il professor Stefano Lazzer e Sante Chiarcosso, presidente dell’Asd Chiarcosso Help Haiti. Vigili del fuoco, tra l’altro, che oggi assegneranno anche il titolo italiano di categoria con circa 250 vigili atleti attesi al via.
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