Comuni alleati per essere più competitivi

L’area vasta come dimensione ideale per impostare le politiche di sviluppo dei territori e l’abbattimento dei costi attraverso alleanze tra i Comuni come possibile slancio per razionalizzare le scelte socioeconomiche e insediative. Questi i principali temi del convegno “La sfida del nuovo governo locale” che si è tenuto all’auditorium del palazzo di Toppo Wassermann, promosso tra gli altri dalla sezione regionale dell’Istituto nazionale di urbanistica (Inu).
Il presidente di Inu Fvg, Eddi Dalla Betta, ha spiegato che ormai è maturata la consapevolezza che per essere competitivi «bisogna essere inseriti in un contesto territoriale competitivo e per questo c’è bisogno di una visione di area vasta dove le scelte del singolo si integrano con il contesto. Bisogna superare la smart city per andare verso la smart land».
Il concetto della “smart land” è stato spiegato da Alessandro Fabbro, segretario generale dell’Anci regionale e sindaco del Comune di Farra d’Isonzo: «I Comuni hanno il compito di erogare i servizi di base e garantire la rappresentanza democratica ma devono anche farsi promotori della progettazione dello sviluppo territoriale. Con la smart land creano tra di loro connessioni intelligenti che riescono a valorizzare le vocazioni dei diversi territori, ma anche a trovarne di nuove». Al convegno è intervenuta anche l’assessore regionale alle Infrastrutture, Mariagrazia Santoro, che ha indicato come la Regione sia impegnata «nell’individuare nuovi modelli di sviluppo improntati al rispetto del territorio e a una crescita responsabile e sostenibile. In questa direzione vanno gli sforzi per rendere operativi nuovi strumenti di governo del territorio, in primis il piano paesaggistico, per il quale è stato siglato un accordo con il Ministero dei Beni culturali e che renderà la nostra regione al passo con la Convenzione europea del paesaggio. Al contempo – ha proseguito – abbiamo definito forme di semplificazione burocratica per non imbrigliare lo sviluppo in prassi urbanistiche che non aggiungono nulla alle garanzie di tutela del patrimonio esistente, ma appesantiscono i costi e tempi delle procedure».
In rappresentanza dell’Upi è intervenuto il vicepresidente della Provincia di Udine, Franco Mattiussi, che ha sottolineato l’importanza del ruolo delle Province. Stefano Lucchini, presidente regionale dell’Unione delle Comunità montane, ha richiamato invece la necessità di un quadro normativo chiaro che favorisca le sinergie per lo sviluppo dell’area vasta. Tra gli altri intervenuti, il sindaco di Codroipo, Marchetti, che ha illustrato il Piano delle strategie del Medio Friuli e il commissario della Comunità montana della Carnia, Lino Not, che ha parlato della travagliata storia delle Comunità Montane in Regione. In sostituzione dell’assessore regionale Panontin, il dirigente Gianfranco Spagnul ha tracciato infine un quadro delle competenze della Regione in materia di autonomie locali, anche in vista della programmata riforma del titolo V della Costituzione.
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