Col Grande, il Comune taglia e vende la legna

BUDOIA. Nell’ultima seduta di giunta, presieduta dal sindaco Roberto De Marchi, è stato deliberato lo sfruttamento di parte del patrimonio boschivo, presente su un ampio appezzamento della montagna budoiese, in località Alta-Col Grande. Si tratta di una delle più belle alture, a 1.618 metri sopra la pianura pordenonese, coperta da un bosco misto di faggi e abeti . La cima di Col Grande è purtroppo occupata da una caserma dismessa di telecomunicazioni, con la recinzione in parte abbattuta.
L’amministrazione comunale da sempre si distingue per un accurato programma di sfruttamento delle risorse dei boschi, spesso abbandonati, e per una politica di tutela ambientale nel vasto territorio che amministra, fra pianura e montagna.
La delibera, richiamando il piano economico delle proprietà silvo-pastorali del quale il Comune si è dotato fin dal 1997, dà il via, in accordo con l’Ispettorato dipartimentale delle foreste di Pordenone, al progetto di sfruttamento della risorsa boschiva presente in Col Grande. L’Ispettorato ha fatto pervenire all’inizio dell’anno il progetto di riqualificazione forestale, che prevede il taglio e la successiva vendita di 1.087 metri cubi di legna derivante dai faggi e di 12,63 metri cubi di conifere.
Il Comune conta di ricavare dalla vendita della legna da ardere del Col Grande oltre 9 mila euro di introiti.
La delibera segue, a distanza di meno di un mese, il convegno che il Municipio aveva organizzato al teatro di Dardago su “Produzione locale di biomassa legnosa da energia. Prime azioni per la creazione di una filiera della legna da ardere”. Nel frattempo, continua a pieno ritmo l’attività dello sportello comunale Bosco energia, che mette in contatto i proprietari dei boschi con i boscaioli operanti sul territorio, con reciproci vantaggi economici, promuovendo la tutela ambientale e paesaggistica del territorio.
Sigfrido Cescut
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