San Daniele, riparte la Protezione civile dopo due anni e mezzo di stop: tutelati i volontari

Il sindaco Pietro Valent firma la riattivazione grazie alle nuove norme sulle responsabilità penali. Riccardi (Fvg) porta il caso a modello regionale

Lucia Aviani

È tornato operativo, dopo due anni e mezzo di stop, il gruppo di Protezione civile di San Daniele, la cui attività era stata sospesa nell’aprile 2024 in conseguenza delle vicende che avevano coinvolto il sindaco di Preone, cui gli amministratori della Comunità Collinare avevano espresso solidarietà proprio “congelando” le squadre locali. Alla luce del disegno di legge Disposizioni in materia di protezione civile, che «introduce maggiori tutele e una più chiara delimitazione delle responsabilità penali dei volontari», il sindaco Pietro Valent ha autorizzato il gruppo a rientrare in azione. «Restituiamo alla nostra comunità un presidio fondamentale per la sicurezza del territorio e dei cittadini», dichiara il primo cittadino, precisando che la scelta della sospensione era stata «estremamente sofferta».

«Non si era certamente trattato di una mancanza di fiducia nei nostri volontari, cui va tutta la mia stima e riconoscenza, ma del contrario: non ritenevo giusto che chi generosamente si mette a disposizione per il bene comune fosse esposto a rischi e responsabilità in un quadro normativo che aveva evidenziato pesanti criticità», commenta Valent. Ora le condizioni sono cambiate: non appena disposta la riattivazione, il sindaco ne ha dato comunicazione a Regione e Prefettura, tanto che l’assessore regionale alla Pc Riccardo Riccardi ha portato il caso a esempio nell’incontro con i coordinatori di Protezione civile, i sindaci e rappresentanze del mondo associativo svoltosi lunedì a Udine. «Ringrazio l’assessore e tutti coloro che si sono impegnati per arrivare a questo importante risultato», conclude Valent, ricordando che «le squadre comunali di Pc rappresentano un patrimonio straordinario».

«È stato compiuto un percorso di significativo miglioramento delle tutele giuridiche, che non equivale a immunità, cosa impossibile nel quadro del nostro ordinamento costituzionale e normativo di responsabilità personale», sottolinea il consigliere comunale capogruppo con delega alla Pc Luca Violino, che accoglie con favore la decisione del sindaco, facendo tuttavia presente che d’ora in poi la valutazione preliminare di ogni intervento dovrà essere ancora più accurata, anzitutto per l’incolumità dei volontari dispiegati. «Confido che, come anticipato dalla Pc regionale, l’attività formativa sarà da essa interamente erogata e che venga estesa, anche a favore dei sindaci, primi responsabili, e degli amministratori delegati», auspica.

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