Claut, due giovani salvati di notte con l’elicottero: erano bloccati nella neve a 1.300 metri di quota
Entrambi ventenni, avevano chiesto aiuto dopo aver perso l’orientamento, spaventati dal buio e dal freddo

I due giovani, che martedì 17 febbraio erano rimasti bloccati su terreno innevato intorno a quota 1.300 metri nella zona denominata “Gialinut”, nel territorio comunale di Claut, sono stati tratti in salvo con l'elicottero dell'elisoccorso in assetto notturno e portati al campo base, indenni.
La stazione Valcellina del Soccorso alpino era stata attivata intorno alle 19 dalla Sores dopo la richiesta di aiuto lanciata proprio dai due giovani, entrambi ventenni, che avevano fin da subito riferito di non avere problemi sanitari, ma di essere al freddo, per giunta al buio.
I due, che avevano in programma di raggiungere la Casera Monte Cornet dalla Val Feron per passarvi la notte, seguendo inizialmente il sentiero Cai 901 e poi il 903, avevano perso l’orientamento in un zona raggiungibile solo a piedi, con due-tre ore di cammino.
In una nota la Direzione regionale del Soccorso alpino e speleologico Fvg, e l'elisoccorso regionale hanno voluto precisare le motivazioni di un intervento eseguito con l'elicottero in assetto notturno, denominato internamente "Fase 3". «La Sores (Sala operativa emergenza regionale), una volta ricevuto l’attivazione dal Nue 112 (Numero unico emergenza), dopo una valutazione della situazione concertata assieme alla Centrale operativa del Soccorso alpino, ha attivato l’elisoccorso regionale in assetto notturno che, disponendo di personale tecnico addestrato e abilitato, è potuto intervenire mediante l’impiego del verricello, che ha consentito di raggiungere rapidamente le due persone e di issarle a bordo dell’elicottero per poi condurle al campo base a Claut. Tale tipo di interventi consente di raggiungere i richiedenti soccorso in ambito notturno, anche in presenza di terreni impervi, con tempi e rapidità di esecuzione che rendono più efficaci e sicure le operazioni. L’abilitazione degli operatori dell’elisoccorso alla Fase 3 ha luogo mediante addestramenti specifici, attualmente in corso, che hanno l’obiettivo di condurre in ambiente l’intera equipe, la quale include personale sanitario (medici e infermieri) altamente specializzato. Nel caso specifico, considerate le distanze tra il fondovalle e il luogo in cui si trovavano i richiedenti aiuto, un eventuale avvicinamento a piedi di personale di soccorso avrebbe richiesto uno sforzo notevole di personale e mezzi, con un’esposizione in ambiente prolungata, ed un’attesa altrettanto prolungata da parte dei richiedenti stessi, con possibili conseguenze di evoluzione sanitaria della situazione. In caso di impossibilità di intervento da parte dell’elicottero, Sores, Centrale del Soccorso alpino e vigili del fuoco si sarebbero coordinati per un eventuale intervento via terra».
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