Chiesto il fallimento del Pordenone calcio

Istanza firmata dal procuratore Raffaele Tito e della sostituta Monica Carraturo. La decisione dopo l’analisi dei documenti contabili presentati dalla società nell'ultimo bilancio e su sollecitazione dell'Agenzia delle Entrate, principale creditore

Il presidente del Pordenone calcio, Mauro Lovisa
Il presidente del Pordenone calcio, Mauro Lovisa

PORDENONE. Con una istanza a firma del procuratore della Repubblica Raffaele Tito e della sostituta Monica Carraturo, la magistratura d'accusa ha chiesto il fallimento del Pordenone calcio.

Lo sviluppo è avvenuto alla fine della scorsa settimana dopo un'attenta analisi dei documenti contabili presentati dalla società nell'ultimo bilancio e su sollecitazione dell'Agenzia delle Entrate, principale creditore.

L'udienza di verifica è stata fissata per il 20 giugno, la stessa data entro la quale andranno depositati i documenti per l'iscrizione al prossimo campionato.

Nessuna reazione ufficiale, per ora, dalla società, che sta mettendo a punto un piano in vista dell'udienza.

Intanto la squadra comincerà sabato la propria avventura nei playoff per tentare di tornare in serie B sul campo: nei quarti di finale incontrerà il Lecco. La partita più importante, però, si giocherà a questo punto sui tavoli giudiziari.

Il bilancio consuntivo del 2022, già approvato, registra una perdita di esercizio di 6,75 milioni, cresciuta di 2,93 milioni rispetto al bilancio 2021; il patrimonio netto è passato da 2,4 milioni a un passivo di 1,3 milioni.

Il debito nei confronti del Fisco e degli enti previdenziali è di 7,6 milioni, rateizzabili sino al 2027. I costi di salari e stipendi sono pari a 8,87 milioni di euro.

I ricavi sono 4,2 milioni di contributi in conto esercizio, 2,45 da diritti televisivi, 2,33 dagli sponsor e 1,92 milioni da proventi per la gestione dei calciatori.

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