Centri per quarantene e Covid-hotel: in Fvg si cercano gli spazi

UDINE. I pazienti Covid clinicamente guariti e non ancora negativizzati, gli asintomatici o i positivi con sintomi lievi e i non autosufficienti, che non dispongono di abitazioni in grado di garantire gli isolamenti protetti dai familiari, verranno accolti nelle strutture assistenziali intermedie.
Si tratta di spazi dotati di servizi infermieristici, che saranno individuati dalle Aziende sanitari sulla base delle manifestazioni di interesse che riceveranno anche dai privati. La Protezione civile, invece, sta vagliando le caratteristiche di circa una decina di alberghi messi a disposizione dai titolari per le quarantene delle persone negative al Sars-Conv2.
Sorgeranno a Udine (30 stanze), Pordenone (20) e Trieste (50). Prosegue anche la trattativa con i medici di medicina generale per coinvolgerli nella gestione dell’emergenza sanitaria.
Strutture per positivi
«L’accoglienza dei contagiati nelle strutture intermedie è finalizzata a ovviare alla propagazione del virus, il cui contenimento risulta difficile nei contesti di vita abituali».
Il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, sintetizza così la funzione delle strutture intermedie molto simili agli hotel-Covid che il commissario Arcuri dovrà realizzare in ogni provincia.
In Friuli Venezia Giulia, invece, saranno le Aziende sanitarie a verificare l’idoneità degli spazi, anche privati, dove allestire le strutture intermedie in cui sarà garantita l’assistenza infermieristica e di base continuativa alle persone non autosufficienti, per le quali non risulta appropriato il ricovero ospedaliero e la permanenza nelle loro abitazioni o nelle Rsa.
Nella seconda e terza fascia di contagiati, invece, rientrano le persone autosufficienti, anche residenti fuori regione, positive ma asintomatiche o con sintomi lievi, per le quali il ricovero in ospedale non si rende necessario.
Soprattutto se a casa non possono separarsi dai familiari, queste persone saranno trasferite nelle strutture intermedie come i pazienti in fase di dimissione dall’ospedale, clinicamente guariti ma non ancora negativizzati, che non possono rientrare a domicilio in quanto ancora potenzialmente contagiosi. L’obiettivo è interrompere la catena del contagio che si rafforza soprattutto all’interno delle famiglie.
I requisiti
La Regione assegna alle Aziende sanitarie il compito di individuare i requisiti strutturali, organizzativi, alberghieri, e le modalità di assistenza e cura che saranno modulate in funzione delle tre tipologie di utenti accolti. I rapporti giuridici ed economici con i soggetti prescelti saranno regolati attraverso la stipula di contratti: gli oneri saranno interamente a carico delle stesse Aziende sanitarie.
Tutte le strutture intermedie dovranno essere esclusivamente dedicate ai pazienti Covid, dotate di accesso unico, di un servizio di reception e vigilanza 24 ore su 24, della sorveglianza sanitaria di base con la presenza continuativa medica e infermieristica e di un monitoraggio infermieristico almeno giornaliero a cura delle Ass. L’Asufc lunedì pubblicherà l’avviso.
I negativi in quarantena
La Protezione civile regionale sta vagliando una decina di offerte ricevute da altrettanti albergatori pronti ad accogliere, per un mese (la scadenza è prorogabile), nei loro alberghi le persone entrate in contatto con positivi, quindi non contagiate, in quarantena, che non dispongono di abitazioni adeguate.
L’avviso firmato dal direttore centrale, Amedeo Aristei, detta le regole: le strutture devono essere collocate nei centri abitati di Udine, Pordenone e Trieste e mettere a disposizione, rispettivamente, 30, 20 e 50 stanze, connessione internet e televisore in camera, cambio della biancheria ogni cinque giorni e la sanificazione delle stanze alla fine della permanenza di ogni ospite. Indispensabile la collaborazione con il Dipartimento di prevenzione.
L'accordo con i medici di base
Prosegue anche la trattativa con i medici di medicina generale. I camici bianchi sono pronti a fare i tamponi rapidi negli spazi comuni messi a disposizione delle 40 aggregazioni funzionali territoriali (Aft), ma non prima di aver chiuso la vertenza bloccata al 2019.
Il documento impegna i medici a effettuare i tamponi rapidi e a seguire i pazienti Covid a domicilio dopo aver ricevuto dalla Regione il pagamento degli obiettivi conseguiti nel 2019. Il segretario provinciale della Fimmg, Khalid Kussini, non esclude che possa essere firmato la prossima settimana. —
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