Cementificio, il dossier della polemica
L’Arpa non boccia l’impianto. La Regione: riduce i costi della Tav. Verdi contrari

UDINE.
Favorevoli e contrari al cementificio di Torviscosa. Tra i due fronti le divisioni sono sempre più marcate e il solco che divide le forze politiche, soprattutto quelle che compongono la maggioranza in Regione, diventa ancora più profondo. Le richieste di un approfondimento per chiarire la questione all’interno di Intesa democratica non hanno ancora trovato una risposta. La data per il vertice non è stata ancora definita, mentre invece procede spedito l’iter avviato dalla Giunta regionale che nella seduta di venerdì ha ribadito l’intenzione di «andare avanti». «Non ci sono impedimenti alla realizzazione dell’impianto», aveva commentato il vicepresidente della Giunta regionale Gianfranco Moretton uscendo dall’incontro dell’esecutivo durante il quale il problema era stato ampiamente discusso.
E nei giorni precedenti anche il presidente della Regione Riccardo Illy aveva ribadito la posizione giudicando il progetto «compatibile con le norme».
Ma quali sono i punti a favore e quelli contrari al nuovo stabilimento? E quali saranno le tappe future?
Corridoio 5. Il cementificio in attività nella Bassa è un punto a favore in vista della realizzazione delle infrastrutture del Corridoio 5. La “materia prima” sarebbe reperita senza alti costi aggiuntivi di trasporto. L’ubicazione dello stabilimento nella zona industriale della Bassa è considerata strategica per le infrastrutture viarie, aeroportuali, ferroviarie, fluviali e marittime, fondamentali per i trasporti. La maggioranza l’ha già rassicurato: «I problemi di inquinamento non ci saranno», o comunque la Regione dice che saranno limitati; l’impianto funzionerà a gas e biomasse.
Riqualificazione ex Caffaro. Il progetto della Cementi Nord-est (Gruppo Grigolin) prevede la riqualificazione dell’ex area Caffaro. Anche questo è uno dei motivi a favore – assieme ad altri – che la Giunta regionale ha cercato di evidenziare negli ultimi giorni, soprattutto prima e dopo la manifestazione di protesta contro il cementificio che si è tenuta il 25 aprile nella piazza di Torviscosa e che ha visto la partecipazione di circa mille persone.
Il parere dell’Ass. La Giunta ha ribadito che l’Azienda sanitaria non ha detto no al progetto, ma ha posto condizioni che sono già state recepite nelle prescrizioni previste dalla commissione tecnica Via. I contrari allo stabilimento – come i Verdi – ribadiscono invece che l’Ass ha dato parere negativo.
Zona Seveso. Il consigliere dei Ds Mauro Travanut e il verde Alessandro Metz hanno ricordato nei giorni scorsi che l’area è inserita nelle “zone Seveso”, cioè in quelle aree considerate ad alto rischio. Ma, secondo quanto è stato anche sottolineato dai sostenitori, il progetto del cementificio è sì adiacente a tale area, ma ciò non costituirebbe preclusione alla sua realizzazione, mentre se ne dovrà tenere conto al momento di progettare il piano della sicurezza ambientale. E anche l’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) avrebbe evidenziato in una relazione, presa in esame durante la commissione tecnica Via, che non c’è pericolo per la popolazione.
L’inquinamento. L’impianto proposto si prevede produca 1.200.000 tonnellate l’anno di clinker (base per la produzione di calcestruzzo), aumentando di quasi il 70 per cento la quantità già prodotta dagli altri cementifici esistenti in Friuli Venezia Giulia. «Ciò comporterebbe, secondo il progetto, l’emissione in atmosfera di oltre 1.800 tonnellate l’anno di ossidi di azoto e circa 90 tonnellate l’anno di polveri», commenta il Verde Metz. «Il ciclo produttivo implica inoltre l’emissione nell’atmosfera – per ciascuno dei 50 anni di vita prevista dello stabilimento – di oltre 825 mila tonnellate l’anno di anidride carbonica, pari al 7,19 per cento del totale emesso in Friuli Venezia Giulia nel 2000», sostengono ancora gli ambientalisti, che sottolineano anche le criticità relative alla viabilità. L’attività del cementificio prevederebbe la movimentazione di 356 autocarri al giorno.
Non è così ha replicato la Regione. Sono state accolte quasi tutte le osservazioni fatte dai Comuni, sia quelle consenzienti sia quelle dissenzienti, e trasformate in prescrizioni. Pertanto, si prevede che il 60% del prodotto sia trasportato su treni e navi, il rimanente 40% su gomma, quindi meno della metà di quanto previsto.
Questione paesaggistica. I contrari al progetto denunciano anche un impatto paesaggistico «troppo forte», sia per lo stabilimento sia per la realizzazione della ciminiera, definita «un altro campanile di Aquileia, e ben visibile dalle località balneari friulane.
Sindaci contrari. Hanno detto no all’impianto anche 24 sindaci e 5 consigli comunali. «Ma non si tiene conto della partecipazione e della sostenibilità del territorio», commenta Metz.
Le tappe. La Direzione generale dell’Ambiente il 2 febbraio ha presentato un’istruttoria dando una valutazione negativa del progetto; la commissione tecnica Via (Valutazione impatto ambientale) – dopo che era saltata la seduta del 7 febbraio – si è riunita il 28 marzo, esprimendo parere favorevole 7 sì e 2 no. In quella seduta è stata anche presa in esame la relazione dell’Arpa. Il 2 maggio la commissione si riunirà per l’approvazione del verbale, che è stato consegnato ai commissari l’11 aprile per prenderne visione. Quindi la Giunta regionale dovrà approvare la delibera, dando il via alla stesura del progetto definitivo che dovrà essere redatto dai proponenti tenendo conto però delle prescrizioni che sono state accolte.
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