Calciatore dell’Udinese fermato al confine, il club lo scagiona: «La patente esibita era vera, lo dice il Ministero dei trasporti del Senegal»
Lo scorso 30 marzo l’attaccante bianconero Idrissa Gueye era stato fermato al valico di Fernetti, a Trieste, e gli era stata contestata l’esibizione di un documento di guida falso. Ora il club comunica che quella ipotesi è decaduta

Si smonta il caso della patente falsa di Idrissa Gueye, giocatore dell’Udinese. All’attaccante bianconero di nazionalità senegalese, fermato lo scorso 30 marzo al valico di Fernetti per un controllo, era stato contestato dalla polizia di frontiera di Trieste il reato di uso di atto falso (articolo 489 del codice penale) ed era stato di conseguenza impedito di utilizzare la sua Audi di grossa cilindrata sulla quale viaggiava. Ma il ministero dei trasporti della Repubblica del Senegal, come si evince da una nota ufficiale diffusa lunedì 1 giugno dall’Udinese Calcio, ha trasmesso una attestazione di autenticità del documento di guida: la patente di Gueye è stata regolarmente conseguita e non sottoposta ad alcuna misura di sospensione che ne limiti l’utilizzo. «Tale documento, pertanto – sottolinea la società bianconera nella nota –, esclude alla radice il fondamento delle contestazioni mosse al proprio tesserato con riferimento al reato di uso di documento falso ed agli addebiti mossi rispetto alla patente». Per questi motivi l’avvocato Maurizio Miculan ha provveduto a presentare al pubblico ministero di Trieste istanza di archiviazione del procedimento penale nei confronti di Gueye e l’avvocato Andrea Franchin ha nel contempo depositato impugnazione amministrativa dei verbali emessi il 30 marzo, «non sussistendo, alla luce di quanto appurato – si legge ancora nella nota –, alcuna violazione della legge».
La vicenda risale, appunto, alla serata di lunedì 30 marzo, quando l’attaccante dell’Udinese era incappato in un controllo, considerato di routine, effettuato al confine tra Slovenia e Italia. La polizia di frontiera, infatti, dopo la sospensione del trattato di Schengen, nell’ottobre 2023, identifica migliaia di persone ogni giorno nell’ottica di contrastare l’immigrazione illegale lungo la rotta balcanica e di aumentare il livello di sicurezza per il rischio terrorismo. Così, quando Gueye è stato fermato al valico di Fernetti, nel comune di Monrupino, ha mostrato senza esitazione la sua patente. Dalle verifiche successive, però, era emerso (almeno in un primo momento) che il documento emesso dalle autorità del Senegal fosse falso e il calciatore era stato denunciato e costretto anche a farsi venire a prendere per poter raggiungere il capoluogo friulano, dove vive.
L’indagine, come chiarisce l’avvocato Miculan, «nasce perché quando l'hanno fermato hanno individuato dei profili di carattere formale che potevano avere valore indiziario nell’ottica della falsità dei documenti». La società Udinese Calcio aveva quindi fatto richiesta ufficiale al Ministero dei trasporti del Senegal affinché attestasse l’autenticità della patente, che è alla fine risultata «autentica, regolarmente conseguita e non sottoposta ad alcuna misura di sospensione».
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