La Bibbia in friulano, a Spilimbergo arruolati 350 lettori per la maratona in marilenghe
Si alterneranno in cinque giornate, a partire da martedì 7 aprile. Numerosi gli eventi collaterali, fra riflessioni e musica sacra

Spilimbergo si prepara a diventare il cuore pulsante della cultura friulana con un evento di portata storica, linguistica e spirituale senza precedenti: “La Bibie par furlan”.
Dal 7 all’11 aprile la Città del mosaico ospiterà una maratona di letture dal Vecchio Testamento in marilenghe, trasformando la parola sacra in un ponte ideale tra fede, identità e territorio. Il fulcro delle celebrazioni sarà la Chiesa dei santi Giuseppe e Pantaleone (Glesie dai Fraris), dove la narrazione biblica risuonerà senza sosta, dalla mattina alla sera, in un flusso continuo che coinvolgerà l’intera comunità in un esercizio di ascolto collettivo e meditazione che vedrà il coinvolgimento di 350 lettori.
Non si tratta soltanto di una celebrazione religiosa, ma di un vero e proprio viaggio antropologico che intende onorare la traduzione della Bibbia in friulano come un atto di amore e resistenza culturale verso una lingua che vuole restare viva e pulsante nel presente.
L’inaugurazione, martedì, vedrà l’intervento di Don Renato De Zan sul tema profondo “Cambia la lingua, resta la parola”, sottolineando come il friulano, con la sua concretezza e musicalità, sappia restituire una forza arcaica, immediata e profondamente umana ai testi sapienziali. Il programma della manifestazione è un intreccio sapiente di momenti liturgici, approfondimenti filosofici e appuntamenti musicali di altissimo profilo. Mercoledì 8 e venerdì 10 aprile la musica sacra prenderà il sopravvento con i concerti curati da Nina Pisciano, Irene Puhar e Lorenzo Marzona, seguiti dall’attesa esibizione del Coro Spengenberg, fondendo l’armonia delle voci con la solennità degli spazi architettonici sacri. Giovedì 9 aprile sarà la volta dello scrittore e storico Angelo Floramo, che guiderà il pubblico tra le riflessioni esistenziali del libro di Qoèlet, esplorando il concetto della “Vanitas Vanitatum” con la sua nota capacità narrativa e la sua sensibilità verso le radici popolari.
Sabato 11 aprile la manifestazione culminerà in una serie di appuntamenti collaterali: al mattino è prevista una visita guidata in friulano al duomo di Spilimbergo, curata da Federico Lovison, mentre il pomeriggio offrirà una prospettiva inedita con la conferenza “Noctes Tempore” all’Auditorium “Olinto Contado”, dedicata al passaggio affascinante dalla tradizione orale ai moderni linguaggi dei giochi di ruolo. La chiusura solenne, prevista per le 18.30 nel Duomo con la messa in friulano animata da numerosi cori locali suggellerà una settimana di intensa partecipazione emotiva. Parallelamente, nella Chiesa di San Giovanni dei Battuti, la Scuola mosaicisti del Friuli esporrà una mostra. Questo evento corale, supportato da ARLEF, dalle diocesi e da numerose istituzioni, dimostra come il friulano sia una lingua d’uso completa, capace di affrontare le sfide della modernità e i grandi temi dell’esistenza.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








