Banca Popolare di Vicenza: maxi-tagli in vista a Nordest

VICENZA. Chiusura di 150 sportelli e taglio di 600 bancari. Oggi sarà presentato il nuovo piano industriale della Popolare di Vicenza a firma Francesco Iorio.
I numeri, in dettaglio, saranno diffusi nel pomeriggio ma fin da ieri sono circolate le prime indiscrezioni non smentite dall’istituto: e, se i 150 sportelli erano già stati anticipati qualche settimana fa, il numero degli esuberi è raddoppiato. In una prima ipotesi si parlava infatti di 300 dipendenti, ma oggi risulta «verosimile», rispondono da Vicenza, ipotizzarne 600.
Considerato che gli addetti del Gruppo, al 30 giugno 2015, sono 5.519, con questo piano la forza lavoro sarà decurtata di oltre il 10 per cento: uno ogni dieci. L’orizzonte del piano è al 2020, ma quello sul personale è triennale: già nel primo round dovrebbero chiudere 75 sportelli tra i più piccoli e in perdita.
«Il piano esuberi si articolerà in due tranche, non vi sarà alcun licenziamento» dicono da PopVicenza, dove si abbassa il numero degli esuberi a circa 450 e si apre all’ipotesi turnover, per garantire l’assunzione di nuovo personale.
Se i numeri fossero questi, è intuibile che il Fvg, dove BpVi aveva acquistato la Popolare Udinese, verrebbe toccato solo marginalmente dal piano, e proabilmente solo in una seconda fase.
«Il numero è inaccettabile, ma vogliamo anche capire tutto il resto, non solo i tagli. Come si porterà a reddito nuovamente la banca, come riconquisteremo i clienti che stanno scappando» spiega Giuliano Xausa, segretario nazionale Fabi.
«Se saranno confermati i 600 esuberi faremo opposizione ferrea perché saremo di fronte alla solita beffa confezionata ad arte contro i lavoratori - continua Xausa - ci riserviamo di definire modi e misure appena sapremo i dettagli, ma le colpe di una gestione tutt’altro che trasparente non possono essere pagate ancora una volta dai dipendenti».
L’incontro del management della banca con le sigle sindacali è alle 12 e segue il cda delle 9.30; quindi nel pomeriggio la comunicazione alla stampa. I sindacati, tuttavia, si sono dati appuntamento prima per allinearsi nelle richieste.
«Purtroppo il timore reale - conferma Denis Sbrissa della Fisac Cgil nella Popolare di Vicenza - è che tutto il peso ricada solo sul personale nonostante le indagini e la cattiva gestione emersa. Contrasteremo in tutte le sedi questa politica selvaggia».
«Chiediamo proposte chiare di rilancio e una visione industriale a largo respiro, non l’ennesimo bagno di sangue» chiude Xausa.
«Saremo una banca snella ma non ridotta, veloce come una gazzella in un sistema che è un pachiderma, quindi più agile» aveva annunciato Iorio il 5 settembre, e tra le righe era emersa la volontà di esternalizzare tutte le attività a bassa redditività.
Mentre il vice direttore Iacopo De Francisco aveva iperbolicamente dichiarato dal palco, che la banca non avrebbe avuto più bisogno di cassieri.
Secondo indiscrezioni si dovrebbe aprire un fondo di solidarietà per incentivare le uscite. Nel contempo si ipotizza anche la presenza di un secondo fondo che potrebbe essere utilizzato come ammortizzatore per la riduzione volontaria delle ore di lavoro.
Le filiali di BpVi sono 653 (703 sommando i punti vendita): solo il Veneto ha 258 sportelli, in Fvg sono 64.
Infine ieri la banca ha comunicato di aver concluso l’emissione subordinata Tier 2 da 200 milioni di euro, primo passo previsto dal piano di rafforzamento patrimoniale.
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