Assalto al treno dei tifosi del Venezia alla stazione di Basiliano: tre ultrà rischiano il processo

Chiuse le indagini per gli scontri tra tifosi dell’Udinese e veneti, avvenuti il primo febbraio 2025. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per un supporter friulano e due veneziani

Alessandro Cesare
La polizia con i tifosi friulani e austriaci fermati subito dopo gli scontri con i sostenitori del Venezia
La polizia con i tifosi friulani e austriaci fermati subito dopo gli scontri con i sostenitori del Venezia

La sera del primo febbraio 2025 la stazione ferroviaria di Basiliano divenne luogo di scontro tra ultrà di Udinese e Venezia. I primi, con il supporto di una frangia della tifoseria del Salisburgo, bloccarono il treno con a bordo i secondi qualche ora dopo la fine della partita ospitata allo stadio Friuli. Le due fazioni si fronteggiarono a colpi di bastonate e cinghiate, lanciandosi sassi e bottiglie.

Otto ultrà (sei austriaci, un italo-albanese e un italo-senegalese) vennero subito arrestati e poi liberati dopo aver patteggiato. La questura di Udine emise 12 Daspo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) per altrettanti tifosi udinesi e 3 Daspo per i veneziani, tutti della durata massima di cinque anni.

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Fine indagini

Nei giorni scorsi la Procura ha portato a termine le indagini iscrivendo nel registro degli indagati altre 3 persone per l’ipotesi di reato di rissa aggravata: si tratta di un friulano di 35 anni (difeso dall’avvocato Giovanni Adami) e di due veneziani di 43 e 50 anni.

 

Il pubblico ministero titolare del fascicolo, Andrea Gondolo, una volta trascorso il termine concesso agli indagati per la presentazione di memorie, potrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio.

 

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I patteggiamenti

Sul fronte giudiziario, 7 degli otto fermati già la sera del primo febbraio, durante l’udienza per direttissima in tribunale, patteggiarono una pena compresa tra un anno e otto mesi e due anni, ottenendo la sospensione condizionale e quindi la scarcerazione. L’ottava persona finita a processo venne condannata agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, prima di patteggiare anch’egli una pena di 1 anno e 6 mesi.

 

 

Tra i reati contestati al gruppo di ultrà udinesi e salisburghesi c’erano il blocco ferroviario, la rissa aggravata, l’utilizzo di artifizi pirotecnici e bastoni in manifestazioni sportive e le lesioni.

 

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Prime scintille allo stadio

La partita tra Udinese e Venezia ospitata allo stadio Friuli il primo febbraio 2025 ebbe conseguenze non solo per ciò che avvenne alla stazione di Basiliano, ma anche all’interno dell’impianto. In particolare alcuni tifosi lagunari erano stati oggetto di Daspo della durata di 3 anni emesso dal questore di Udine per l’esposizione di uno striscione che si richiamava ai fatti avvenuti in stazione a Venezia dopo la partita dell’andata.

Questa la scritta esposta: «30.10 Friulano in vetrina». Il Tar del Friuli Venezia Giulia però, nel mese di giugno 2025, aveva accolto parzialmente il ricorso riducendo la durata del Divieto di accedere alle manifestazioni sportive a un anno. Altri tre tifosi (uno udinese e due veneziani), infine, sono stati denunciati e colpiti da Daspo per utilizzo improprio di fumogeni all’interno della curva.

L’assalto in stazione

Da quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, quel primo febbraio gli ultrà friulani erano in possesso della locandina del viaggio organizzato dai lagunari. Sapevano che per rientrare avrebbero utilizzato il treno per Venezia delle 18.32 che transitava per la stazione di Basiliano.

Per questo la polizia anticipò la partenza del treno di mezz’ora ma un gruppo di una cinquantina di tifosi bianconeri (per la gran parte con i volti travisati) riuscì comunque a mettere a segno l’assalto. Con l’ausilio di fumogeni e torce fermano il treno, bersagliandolo con il lancio di sassi e bottiglie. I veneziani scesero (a bordo ce n’erano 270) dando il via alla maxi-rissa a colpi di cinghiate e sprangate.

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