Ragazzino di seconda media entra in classe con un martello nascosto nella giacca, interviene la polizia
L’episodio in una scuola di Udine. Lo studente ha raccontato di aver agito così per potersi difendere dalle minacce di un gruppetto di altri giovani, che a suo dire quel giorno lo avrebbero atteso fuori dall’istituto per picchiarlo. Preoccupazione tra i genitori

Un ragazzino di seconda media è andato a scuola con un martello nascosto nella giacca, facendo per questo scattare l’intervento delle forze dell’ordine. L’episodio risale a mercoledì 29 aprile, in una media situata in una zona centrale di Udine, e sulla base dei primi accertamenti, riguarderebbe una sorta di “regolamento di conti” tra coetanei, ma sulla vicenda vige il massimo riserbo. Istituto e polizia di Stato intendono prima fare piena luce sull’intera vicenda.
Stando a quanto si è potuto apprendere, nell’istituto secondario di primo grado è intervenuta la polizia di Stato dopo che la direzione scolastica ne ha richiesto l’intervento. Uno studente frequentante la seconda media, infatti, si è presentato in classe con un martello, confidandosi poi con un compagno e facendo scattare l’allarme. Sul posto sono quindi intervenuti i poliziotti della Squadra volante della questura di Udine. Il ragazzino avrebbe poi raccontato di aver agito così per potersi difendere dalle minacce di un gruppetto di altri giovani, che a suo dire quel giorno lo avrebbero atteso fuori da scuola per picchiarlo.
Per evitare ulteriori ritorsioni avrebbe anche detto di avere ordinato una pistola. Naturalmente su tutti questi aspetti sono in corso gli accertamenti della polizia, così come anche sull’origine del conflitto tra giovanissimi.
Tutto sarebbe nato da un precedente scontro tra un gruppo di amici dello studente e un’altra banda di ragazzini. Il gruppo avversario avrebbe voluto – ma è tutto in fase di verifica – organizzare una spedizione punitiva ai danni dello studente.
La direzione scolastica dell’istituto comprensivo cui la scuola media in questione fa riferimento ha preferito non commentare l’accaduto, fintanto che non saranno chiariti tutti i contorni della vicenda.
Tra i genitori serpeggia molta preoccupazione, anche perché questo non sarebbe il primo caso di episodi di “regolamento di conti” tra baby gang. Anche l’anno scorso, riferisce qualcuno, alcuni ragazzini si erano dati appuntamento fuori dalla scuola per far valere le proprie ragioni in modi evidentemente non appropriati. Questa volta l’istituto è riuscito ad agire tempestivamente, impedendo un epilogo peggiore.
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