Altan e Zanier contro la guerra: lo "spettro" che scuote Udine dai negozi sfitti

L’associazione "Quelli del ’68" lancia un’azione dimostrativa tra le vetrine vuote del centro. Il disegno dei soldati e i versi friulani per denunciare l'orrore dei conflitti.

Chiara Dalmasso

Uno spettro si aggira per Udine affiggendo locandine con un disegno di Altan e una poesia di Leo Zanier, con l’obiettivo di stimolare molteplici riflessioni sul tema della guerra: l’immagine è straniante, pure un po’ spaventosa, ma incornicia l’intento dell’associazione Quelli del ‘68, che da qualche giorno sta esponendo, nei negozi sfitti, i manifesti in cui molti cittadini si saranno già imbattuti, magari chiedendosi quale significato celino.

La inconfondibili linee di Altan disegnano l’immagine – con il colore verde a predominare – di due soldati che “si sbudellano”. Sullo sfondo, cannoni e lance, simboli di battaglia un po’ anacronistici rispetto ai droni di oggi, ma decisamente più evocativi, munizioni e un teschio bianco, che spicca nell’angolo destro della locandina.

«La poesia “Che diaz… Us al meriti” di Leonardo Zanier è un testo che l’autore ricavò da un ricordo, cioè la morte di suo zio in guerra – spiega Carlo Bressan, membro dell’associazione ideatrice del progetto – e che a nostro parere risulta sempre attuale». Così recitano i versi, scritti in friulano e sotto tradotti in italiano:

“Progetto per una lapide / al passo di Monte Croce / Giuseppe Schneider da Mauthen / cioè sarto / e Giuseppe di Lanudesc muratore / già emigrato in Austria / si sono sbudellati / sul Fraikofel / sbronzi / per difendere la patria / Che Diaz… vi renda merito”.

In calce, la spiegazione del senso dell’iniziativa: “Le parole di Leonardo Zanier e il disegno di Altan colpiscono cuore e cervello rendendo chiara e drammatica l’insensatezza crudele della guerra”. Come precisa Bressan, «la nostra vuole essere un’azione dimostrativa, in un clima in cui conflitti e violenza sono all’ordine del giorno e non abbiamo molti altri mezzi per esprimere la preoccupazione rispetto alla situazione geopolitica internazionale».

Il disegno del fumettista trevigiano si ispira tanto al testo della poesia quanto alla copertina di uno dei libri di Zanier, pubblicato a fine anni Settanta dal Circolo Colavini di Aiello del Friuli, paese d’origine di Carlo Bressan. E non è tutto. Il progetto, infatti, mira a scuotere le coscienze pure su un tema decisamente più locale, ma ugualmente importante: le continue chiusure di negozi nel centro storico.

«Un problema da non sottovalutare – conclude Bressan – specchio di un momento storico complicato, sul quale i nostri manifesti vogliono accendere i riflettori, con la speranza che la nostra azione dimostrativa serva almeno a stimolare alcune riflessioni, su tante questioni intrecciate».

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