Allevamento abusivo: furetti in gabbia e vasche arrugginite per le tartarughe

Li hanno trovati le guardie zoofile in una zona a Est della città Gli animali vivevano tra escrementi e carcasse putrefatte



Furetti chiusi in gabbie fatiscenti tra gli escrementi e tartarughe abbandonate in una vasca di rottami arrugginiti.

Sono state le guardie zoofile dell’Oipa di Udine a mettere fine all’ennesimo caso di maltrattamento ai danni di animali indifesi.

L’ipotesi è che possa trattarsi di un allevamento abusivo finalizzato alla vendita e al commercio. Le indagini sono ancora in corso.

Tredici furetti, richiusi in una gabbia fatiscente, sporca e con la lettiera intrisa di feci, urina e pelo, e otto tartarughe acquatiche, abbandonate in una vasca tra i rottami arrugginiti sono stati trovati, dall’Oipa, in un terreno abbandonato nella zona est di Udine.

I furetti, tutte femmine e molto giovani, erano detenuti in pessime condizioni igienico sanitarie, in un’unica gabbia fatiscente, che, oltre alla presenza di ragnatele, conteneva anche la carcassa di un coniglio bianco in decomposizione, probabilmente il pasto dei poveri furetti.

Non migliore la detenzione delle tartarughe: abbandonate in una vasca a rischio rottura. Le testuggini vivevano in mezzo a tanti altri rifiuti arrugginiti, in un’acqua così sporca da non riuscire a vedere il fondo della vasca. Fortunatamente una delle guardie zoofile, intervenute sul posto a seguito di un semplice controllo sul territorio, ha notato una delle tartarughe mentre faceva capolino oltre la superficie dell’acqua e così è stato possibile trovare anche le altre e salvarle tutte.

«Abbiamo il forte sospetto che si tratti di un allevamento improvvisato, dove i furetti, tutte femmine, erano detenuti in quelle condizioni allo scopo di farle riprodurre, con l’obiettivo successivo della vendita – le parole di Edoardo Valentini, coordinatore del nucleo guardie zoofile dell’ Oipa del capoluogo friulano –. Lo sfruttamento dell’allevamento di animali finalizzato alla vendita è, infatti, un fenomeno che non riguarda solo cani e gatti ma è frequente anche tra gli animali selvatici, che sono sempre più diffusi all’interno delle famiglie».

Data la situazione, immediata è stata la denuncia per il reato di maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

È scattato anche il sequestro di tutti gli animali, che, in accordo con il veterinario dell’azienda sanitaria, intervenuto sul posto, sono stati trasferiti in un centro di recupero per animali selvatici (Cras), dove saranno monitorati da un punto di vista veterinario e dove finalmente potranno vivere in un ambiente adatto al loro benessere. —

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