Alleanza con Veneto ed Emilia Romagna contro il flagello delle cimici nel Medio Friuli
Amministratori e tecnici hanno fatto il punto a villa Manin di Passariano sull’insidiosa presenza dei parassiti non soltanto nelle campagne

La zona del Medio Friuli, in particolare quella del Sedeglianese, è tra le più colpite dall’invasione della cimice marmorata asiatica in quanto per l’insetto questi luoghi rappresentano il loro habitat ideale. Non ci sono soluzioni reali per combattere la difficile situazione.
«La strada quindi – ha dichiarato l’assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier nel corso del convegno dedicato alla cimice asiatica, organizzato dall’Ersa ieri a villa Manin – non può che essere quella di una collaborazione tra la parte scientifica e gli agricoltori chiamati a condividere quelle che sono le prassi positive per eliminare la proliferazione dell’insetto».
Friuli, è invasione di cimici. Come combatterle
«Il problema è complesso e non semplice da affrontare per la disomogeneità territoriale – ha spiegato l’assessore –, con percentuali di invasività che variano anche del 90 per cento tra aree contigue tra loro». Zannier ha aggiunto: «Garantiamo il massimo sostegno dalla Regione per il superamento del problema, in particolare nel Sedeglianese, risolvibile solo adottando un approccio tecnico razionale, evitando di affidarsi a modelli non comprovati scientificamente».
Nel corso del convegno di ieri, intitolato “Cimice marmorata asiatica in Fvg. Insetto alieno di difficile gestione in agricoltura”, l’assessore ha rimarcato la competenza e la professionalità dei tecnici dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa), ricordando come siano in atto collaborazioni anche con organismi esterni alla Regione per acquisire conoscenze ed esperienze sul tema. Non di facile soluzione anche il processo dei finanziamenti erogati per indennizzare i cali di produzione. All’iniziativa ha preso parte anche il consigliere regionale Alberto Budai.
«Le regole Ue sugli aiuti – ha spiegato Zannier –, visti gli interventi degli anni precedenti, ci danno un raggio d’azione che difficilmente potrà superare i dodici mesi». Competenze unite a esperienza, quindi, ieri negli interventi dei tecnici Ersa, che hanno sottolineato anche il rischio di importare un predatore dall’esterno. Infine, secondo Zannier, va approfondito il dialogo con le altre Regioni, in particolare Veneto ed Emilia Romagna: in quest’ultima dopo anni pare che l’invasività del problema sia calata.
Sono seguite relazioni del direttore Ersa, Paolo Tonello, dei tecnici Iris Bernardinelli, Giorgio Malossini, diStefano Caruso del consorzio fitosanitario di Modena, di Luca Benvenuto, Marco Ciocco, Giuseppino Sabbatini, Gianluca Governatori, che hanno fatto il punto sulle azioni messe in atto dall’Ersa per controllare e contenere gli aspetti negativi della cimice asiatica sull’attività agricola in quasi tutta la regione, esclusa la zona montana, che vanno da un’estesa rete di monitoraggi con apposite trappole dal 2014 a oggi alla ricerca e sperimentazione collaborando con varie università, fondazioni e enti nazionali, alle prove di laboratorio e di campo con rete insetticida e altro ancora.
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