Allarme mafia in Friuli, Belci: «Situazione pericolosa»

Il segretario regionale della Cgil rilancia l’allarme del procuratore capo Mastelloni: «Infiltrazioni malavitose negli appalti. La Regione sia più presente. Serve un protocollo per la legalità»

UDINE. «La situazione delle infiltrazioni malavitose negli appalti in Friuli Venezia Giulia è pericolosa, in particolare ci preoccupa Fincantieri, e su questo punto chiediamo alla Regione di essere più presente».

Lo ha detto oggi a Udine il segretario regionale della Cgil del Fvg Franco Belci, dopo le rivelazioni al Messaggero Veneto del Procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni. Belci ha definito le recenti affermazioni del magistrato «un allarme che noi condividiamo, dunque bisogna presidiare tutte le situazioni nelle quali potrebbero infiltrarsi rami malavitosi: in Fincantieri sappiamo che questo già esiste e ci sono due dibattimenti in corso, in cui siamo parte civile. Ci auguriamo dunque che si possa finalmente arrivare alla definizione di un protocollo per la legalità che ci garantisca da questo punto di vista».

«La mafia in Friuli c’è dal 2012, per ora non vuole il sangue»
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Belci ha quindi auspicato che «ci debba essere per le forze dell'ordine la garanzia di poter procedere senza preavviso a ispezioni che consentano di rilevare situazioni irregolari. Finora non è stato possibile: i controlli con preavviso sono utili - ha concluso - ma probabilmente non danno le stesse garanzie».

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